In una giornata caratterizzata da vendite sulla Borsa italiana, si mettono in luce le azioni A2A, che riescono a mantenersi in territorio positivo grazie anche ai dati del 2024 comunicati dall’utility milanese in tarda mattinata. Grazie a investimenti record di 3 miliardi di euro e al contributo della divisione Generazione & Trading e mercato, l’azienda ha chiuso l’anno passato con un margine operativo lordo in rialzo del 18% a 2,33 miliardi di euro, oltre le attese del mercato che erano poste a 2,31 miliardi di euro.
Gli investimenti hanno riguardato per 1,51 miliardi di euro quelli organici, mentre la restante parte verso operazioni di M&A, in particolar modo con l’acquisizione del 90% di Duereti. I ricavi sono scesi del 13% a 12,86 miliardi di euro, in particolar modo per la contrazione dei prezzi delle commodity, mentre l’utile netto ha visto una crescita del 29% a 816 milioni di euro.
In aumento al 31 dicembre 2024 è stata la posizione finanziaria netta che si è attestata a 5,84 miliardi di euro, rispetto ai 4,68 miliardi di euro dell’anno precedente, grazie all’attività di commodity sourcing e all’andamento dei prezzi elettricità e gas. Infine il rapporto PFN/ebitda è risultato pari a 2,5x, in diminuzione rispetto al valore di fine 2023 che era posto a 2,4x. In scia a questi dati è stato proposto un dividendo pari a 0,10 euro per azione, in aumento del 4,4% rispetto a quello dell’anno precedente.
Azioni A2A: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere come stanno reagendo a Piazza Affari le azioni A2A. Con volumi già superiori alla media giornaliera mensile, è una seduta volatile e in leggero rialzo, con i prezzi che aggiornano i massimi di periodo in area 2,32 euro. Dal punto di vista operativo una conferma delle quotazioni sopra i 2,3 euro andrebbe a rafforzare la struttura grafica di fondo, aprendo di conseguenza la strada a nuovi apprezzamenti fin verso i massimi del 2008 situati sui 2,50 euro, con target intermedi sui 2,40-2,42 euro. In questo contesto eventuali prese di beneficio fin verso i 2,2-2,18 euro, dove troviamo l’indicatore giornaliero del Supertrend, potrebbero rappresentare delle nuove occasioni di acquisto.
Al contrario la perdita dei livelli appena menzionati, dove transita la trendline ascendente che parte dai minimi registrati nell’aprile dello scorso anno, dovrebbe innescare una fase correttiva più profonda in direzione dei 2,10-2,09 euro, dove transita la media mobile di lungo periodo, e successivamente i 2,05 euro. Nel caso in cui anche questi ultimi livelli dovessero essere violati, si avrebbe un indebolimento del trend primario rialzista, con prossimi target gli 1,95 euro e a seguire il bottom degli ultimi 11 mesi situati nei pressi degli 1,83 euro.
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