Azioni A2A: quali impatti a Piazza Affari dopo i conti del 2024?

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Tra le blue chip che stanno soffrendo nella giornata odierna a Piazza Affari troviamo le azioni A2A, nel giorno in cui l’utility milanese ha comunicato i conti preliminari del 2024. Grazie al contributo di tutte le divisioni, in particolar modo Generazione & Trading e Mercato, la società ha terminato l’anno passato con un margine operativo lordo di 2,33 miliardi di euro, in aumento del 18% rispetto agli 1,97 miliardi registrati nell’esercizio precedente e leggermente oltre le attese poste a 2,31 miliardi di euro. Nel corso del 2024 gli investimenti organici del gruppo guidato da Renato Mazzoncini, sono cresciuti del 10% a 1,51 miliardi di euro e hanno riguardato in gran parte interventi di sviluppo principalmente finalizzati all’ammodernamento delle reti di distribuzione elettrica a supporto della progressiva elettrificazione dei consumi e alla diffusione degli impianti fotovoltaici. Per quanto riguarda invece gli investimenti complessivi sono stati pari a 2,94 miliardi di euro, comprensivi di 1,43 miliardi di euro destinati a operazioni di M&A, riconducibili in particolar modo all’acquisto da e-distribuzione del 90% del capitale sociale di Duereti, veicolo societario beneficiario del conferimento degli asset di distribuzione nella provincia di Milano e della Val Trompia.

In aumento al 31 dicembre 2024 è la posizione finanziaria netta che si è attestata a 5,84 miliardi di euro, rispetto ai 4,68 miliardi di euro dell’anno precedente, grazie  all’attività di commodity sourcing e all’andamento dei prezzi elettricità e gas. Infine il rapporto PFN/ebitda è risultato pari a 2,5x, in diminuzione rispetto al valore di inizio esercizio che era posto a 2,4x.

 

Azioni A2A: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo a vedere come si stanno comportando le azioni A2A sulla Borsa italiana. Con volumi già superiori alla media giornaliera mensile è una seduta all’insegna delle decise vendite, con le quotazioni che scendono sotto i 2,18 euro, dove transita la trendline rialzista che parte dai minimi di aprile dello scorso anno e congiunge quelli di agosto e novembre 2024. La conferma delle azioni sotto questi livelli dovrebbe far proseguire la fase correttiva in direzione dei 2,09 euro e successivamente i 2,05 euro, dove verrebbe messa sotto pressione la media mobile di lungo periodo. Nel caso in cui anche questi ultimi livelli dovessero essere violati, si avrebbe un indebolimento del trend primario rialzista, con obiettivi i minimi dello scorso mese di ottobre in area 1,95 euro.

Al contrario, la ripresa dei 2,18 euro dovrebbe porre le basi per in rimbalzo dei corsi in direzione dei massimi settimanali in area 2,23 euro. Nel caso in cui questi livelli dovessero essere lasciati alle spalle, si dovrebbe assistere a una continuazione del recupero fin verso i massimi di periodo in area 2,31 euro, dove transita l’indicatore giornaliero del Supertrend. Dal punto di vista operativo il superamento di tali livelli andrebbe a rafforzare la struttura grafica di fondo, aprendo di conseguenza la strada a nuovi apprezzamenti fin verso i massimi del 2008 situati sui 2,50 euro, con target intermedi sui 2,40-2,42 euro.

 

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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