Azioni Alphabet saranno da monitorare nella terza seduta della settimana a Wall Street, dopo che l’azienda a stelle e strisce ha comunicato nella serata di ieri i conti del secondo trimestre. La società madre di Google, ha chiuso il periodo aprile-giugno con utile e ricavi in crescita in scia all’aumento delle vendite di pubblicità digitale e alla buona domanda per i suoi servizi di cloud computing. Nel corso del trimestre passato i ricavi sono saliti del 14% a 84,7 miliardi di dollari, superando il consenso del mercato, mentre l’utile netto è balzato del 28% a 23,6 miliardi di dollari, sorprendendo gli analisti che scommettevano su 22,9 miliardi di dollari. L’utile per azione si è attestato a 1,89 dollari, rispetto ad attese poste a 1,84 dollari.
I ricavi da pubblicità sono aumentati dell’11,1% a 64,6 miliardi, in rallentamento rispetto alla crescita del 13% dello stesso periodo dell’anno precedente, con quelli derivanti da YouTube in aumento del 13% a 8,7 miliardi di dollari rispetto a un consensus situato a 8,93 miliardi di dollari. In crescita di oltre il 91% a 13,2 miliardi di dollari sono state le spese di capitale, grazie alla spinta di Google sull’intelligenza artificiale. Da segnalare che nel corso della presentazione dei dati la società ha confermato lo stop alle trattative per l’acquisizione della società israeliana di sicurezza informatica Wiz. Sarebbe stata la più grande operazione di sempre da parte di Alphabet. Da sottolineare infine lo stacco del dividendo di 0,20 dollari il prossimo 16 settembre.
Azioni Alphabet: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire le attese sulle azioni Alphabet nel breve e medio termine. Dopo aver chiuso la giornata di ieri sugli stessi livelli della seduta precedente in area 181,8 dollari, le attese per il titolo Alphabet sono per un’apertura delle contrattazioni in ribasso del 3%, nei pressi dei 175 dollari che rappresentano i minimi dell’ultimo mese. Nel breve periodo è possibile che la fase correttiva, partita lo scorso 10 luglio dai massimi di sempre in area 191,75 dollari, possa proseguire prima in direzione dei 170 dollari e successivamente verso i 162 dollari.
Dal punto di vista operativo, la perdita di questi sostegni farebbe aumentare le possibilità di andare a chiudere il gap-up lasciato aperto lo scorso 26 aprile in area 156,5 dollari. L’eventuale perdita di questi ultimi livelli andrebbe a indebolire il quadro grafico, con possibili nuove discese prima sui 150 dollari, dove verrebbe messa sotto pressione la media mobile di lungo periodo, e a seguire i 146 dollari.
Al contrario, solo con il ritorno dei prezzi oltre i 183 dollari, dove troviamo la trendline ascendente che parte dai minimi dello scorso mese di marzo, si avrebbe una riattivazione del trend primario al rialzo con obiettivi i massimi di sempre situati sulla soglia dei 190-191 dollari, dove troviamo anche l’indicatore giornaliero del Supertrend. Nel caso in cui queste aree resistenziali dovessero essere lasciate alle spalle si avrebbe un deciso rafforzamento del quadro grafico con possibili apprezzamenti del titolo fin verso la soglia dei 200 dollari.
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