Azioni Amplifon: cosa fare in Borsa dopo i conti del 2025?

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A Piazza Affari è una giornata all’insegna delle vendite per le azioni Amplifon, con gli operatori che stanno analizzando i conti del 2025 comunicati dall’azienda in queste ore. Il gruppo guidato dall’amministratore delegato Enrico Vita, ha chiuso l’anno passato con ricavi in crescita dell’1,7% a 2,396 miliardi di euro, grazie alle acquisizioni perfezionate in Francia, Germania, Polonia, Stati Uniti e Cina. I maggiori investimenti in marketing e la debole crescita della rete diretta Miracle-Ear negli Usa hanno impattato invece negativamente sull’utile netto, sceso del 15,4% a 159,2 milioni di euro. Questi numeri hanno spinto l’ebtida adjusted a diminuire del 4,5% a 540,4 milioni di euro. Il margine è passato dal 23,5% del 2024 al 22,6%.

Per quanto riguarda l’ebitda reported si è attestato a 511,6 milioni, dopo 28,8 milioni di oneri non operativi legati al programma di razionalizzazione “Fit4Growth”, che ha incluso la chiusura di circa 160 cliniche in 10 paesi.

Il debito finanziario netto è salito a 1,045 miliardi di euro, con una leva che è passata da 1,63x a 1,92x, dopo investimenti complessivi tra capex, M&A, buyback e dividendi che hanno superato i 350 milioni di euro. In scia a questi dati il Cda ha proposto un dividendo di 0,29 euro. Da segnalare infine che la società ha autorizzato un nuovo programma di buyback per un massimo del 10% del capitale sociale per 18 mesi.

 

Azioni Amplifon: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come si stanno comportando dopo queste notizie le azioni Amplifon sulla Borsa italiana. Anche se in recupero rispetto ai minimi intraday toccati a 9,526 euro, è una giornata all’insegna delle vendite, con un calo superiore al 2%, transita in area 9,6 euro.

Dal punto di vista operativo fondamentale sarà la tenuta dei primi supporti situati sui 9,5 euro, dove transita la trendline ascendente che parte dai minimi toccati nello scorso mese di marzo. Sopra tali aree è possibile una continuazione del trend in direzione dei 9,8 euro e a seguire la soglia dei 10 euro. Il superamento di questi livelli dovrebbero spingere le quotazioni a mettere sotto pressione i massimi degli ultimi 50 giorni sui 10,4 euro. Nel caso in cui queste ulime aree dovessero essere messe alle spalle, si avrebbe un ulteriore rafforzamento del quadro grafico con prossimi target sugli 11 euro e successivamente gli 11,30-11,35 euro.

Al contrario la perdita dei 9,5 euro tornerebbe a indebolire il trend, con un primo target sui 9,4 euro e a seguire i 9,20-9,15 euro. La mancata tenuta di questi sostegni dovrebbe far proseguire le vendite in direzione dei 9 euro, dove transita l’indicatore daily del Supertrend, e successivamente gli 8,75 euro. Nel caso in cui anche questi ultimi livelli dovessero essere violati, si assisterebbe a una prosecuzione del ribasso verso gli 8,30-8,20 euro e a seguire i minimi degli ultimi 10 anni, toccati nello scorso mese di marzo e situati a 7,83 euro.

 

                   

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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