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Azioni Apple zavorrate dalla Cina a Wall Street, quali le attese?

azioni Apple downgrade

Sui mercati statunitensi il focus degli investitori si concentrerà in particolare sulle azioni Apple, dopo che nelle ultime due sedute hanno segnato la peggiore performance totale degli ultimi 10 mesi. A indebolire le quotazioni, che solo a inizio ottava erano tornate ad avvicinarsi ai massimi storici, sono state le notizie provenienti dalla Cina che vedrebbero Pechino, in risposta all’embargo sui semiconduttori di nuova generazione imposto dagli USA, vicina a vietare ai dipendenti delle agenzie governative e delle aziende controllate dallo Stato l’utilizzo dell’iPhone.

Tutto questo aumenterebbe i già tesi rapporto tra Stati Uniti e Cina in campo tecnologico, con il governo americano che cerca di limitare l’accesso del dragone a tecnologie cruciali e il colosso asiatico che tenta di diminuire la sua dipendenza dalle aziende tech a stelle e strisce. Tornando ad Apple ricordiamo che la Cina incide quasi per il 20% dei suoi ricavi e le ricadute sui conti potrebbero non essere trascurabili. Bank of America prevede un taglio di 20 milioni di iPhone delle spedizioni di iPhone nel paese nel corso del prossimo anno. Al momento gli utenti attuali di iPhone in Cina sarebbero vicini a 110 milioni. Da sottolineare infine  il prossimo 12 settembre a far tornare l’interesse su Apple potrebbe essere la presentazione del nuovo iPhone 15.

 

Azioni Apple: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere cosa ci suggerisce l’analisi tecnica per le prossime sedute. Dopo le forti vendite che hanno contrassegnato le ultime due giornate, la seduta odierna dovrebbe aprirsi all’insegna della cautela per le azioni Apple, con i prezzi che rimangono vicini ai minimi degli ultimi 4 mesi posti in area 172 dollari. Nel breve termine fondamentale sarà la tenuta di questi supporti per evitare una continuazione delle vendite in direzione dei 164 dollari, dove non solo verrebbe chiuso il gap up lasciato aperto il 5 maggio scorso ma dove transita anche la media mobile di lungo periodo. Nel caso in cui anche questi sostegni dovessero essere violati al ribasso, aumenterebbero le possibilità di vedere una continuazione della fase correttiva prima verso i 150 dollari e successivamente in direzione dei 143-142 dollari, dove transita la trendline ascendente che parte dai minimi del 2020 e congiunge i minimi di gennaio 2023.

Al contrario il ritorno oltre i 181,5 dollari, dove verrebbe chiuso il gap-down lasciato aperto ieri, potrebbe aprire le porte ad un recupero del titolo con primi obiettivi situati sulla soglia dei 190 dollari. Nel caso in cui queste aree resistenziali dovessero essere lasciate alle spalle con buoni volumi, aumenterebbero le chance per tornare a rimettere sotto pressione i massimi di sempre che transitano in area 197 dollari.

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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