Azioni Banca Generali: comprare o vendere dopo la raccolta di marzo?

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Le rinnovate vendite che colpiscono Piazza Affari in scia all’escalation della guerra commerciale, non risparmiano le azioni Banca Generali, nel giorno in cui il gruppo ha comunicato la raccolta registrata nel mese di marzo. In un contesto di decisa incertezza, con l’introduzione dei dazi da parte dell’amministrazione Trump, Banca Generali ha visto, nel mese passato, una raccolta netta totale di 360 milioni di euro, che si confronta con i 600 milioni di euro di dodici mesa fa. Il totale da inizio anno si porta a 1,476 miliardi di euro, in calo rispetto agli 1,65 miliardi di euro che si erano avuti nel primo trimestre del 2024.

Nel corso del mese passato le soluzioni gestite si sono attestate a 160 milioni di euro, rispetto ai 92 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno passato, portando il totale da inizio anno a 427 milioni di euro, in aumento del 131% rispetto al 2024.

Tra i prodotti più richiesti troviamo i contenitori finanziari che hanno registrato flussi netti per 180 milioni di euro, che si confrontano con i 51 milioni di euro dell’anno precedente, mentre i fondi Sicav hanno proseguito il trend positivo grazie all’offerta di fondi di casa.

Nel corso del mese passato il calo dei rendimenti obbligazionari ha avuto un impatto negativo sui conti amministrati, passando dai 572 milioni di euro dell’anno precedente agli attuali 85 milioni di euro. Infine da sottolineare l’inversione di tendenza della liquidità che è stata positiva per 130 milioni di euro, rispetto ai deflussi di 120 milioni di euro che si era registrata nello stesso periodo dell’anno passato.

 

Azioni Banca Generali: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come stanno rispondendo le azioni Banca Generali dopo queste notizie. Con volumi già superiori alla media giornaliera mensile, è una prima parte di seduta all’insegna delle vendite per il titolo Banca Generali. Dopo un’apertura in gap-down e con una discesa superiore al 4% i prezzi, dopo aver toccato un minimo sotto i 42 euro, transitano in area 43,5 euro. Con un’impostazione di breve e medio periodo che nello spazio di poche giornate ha invertito al ribasso, fondamentale per il titolo sarà il recupero dei 44 euro, dove transita la media mobile di lungo periodo. Dal punto di vista operativo un ritorno oltre questi livelli dovrebbe porre le basi ad un rimbalzo delle quotazioni, prima in direzione dei 45 euro e successivamente verso i 45,8 euro, che rappresentano gli ex massimi di dicembre 2024. Il superamento di tali aree dovrebbe far proseguire il recupero verso i 47,5 euro e a seguire in direzione degli ex minimi dello scorso mese di marzo situati sui 48,8 euro.

Al contrario una conferma dei prezzi sotto i 44 euro, dovrebbe far proseguire la fase discendente verso i 43 euro, dove troviamo la trendline ascendente che parte dai minimi di ottobre 2023 e congiunge quelli di agosto 2024, e successivamente i minimi odierni posti sui 41,65-41,75 euro. L’eventuale violazione di tali supporti andrebbe a indebolire ulteriormente il quadro grafico, con prossimi obiettivi i 40,5 euro e in seguito il bottom degli ultimi 8 mesi situati sulla soglia dei 39 euro.

 

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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