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Azioni Banca Mediolanum: long o short in Borsa dopo la raccolta di marzo?

Il logo di Banca Mediolanum

In una seduta difficile per Piazza Affari cercano di resistere alle vendite le azioni Banca Mediolanum, grazie ai dati della raccolta del mese passato comunicati nelle scorse ore dalla società. L’istituto guidato da Massimo Doris ha registrato una raccolta netta di 1,24 miliardi di euro in marzo, con i clienti che hanno accolto bene l’offerta, scaduta alla fine del mese passato, che prevedeva la remunerazione della liquidità vincolata a 6 mesi con un tasso del 5% annuo. Nel complesso la raccolta del primo trimestre dell’anno si è portata a 3,065 miliardi di euro e si confronta con i 3 miliardi dello stesso periodo del 2023.

La raccolta netta da risparmio gestito si è attestata a 452 milioni di euro, portando il totale da inizio anno a 1,18 miliardi di euro, in calo rispetto agli 1,353 miliardi di euro dello stesso periodo dell’anno passato. Nel corso del mese di marzo l’erogazione di crediti si è fermata a 213 milioni di euro, portando il totale del 2024 a 561 milioni di euro rispetto agli 841 milioni del primo trimestre dello scorso anno. Infine da sottolineare che il mese di marzo è stato uno dei migliori di sempre in quanto ad acquisizione di nuovi clienti, per un totale di 62.900 nei primi tre mesi, in crescita dell’11% rispetto al primo trimestre del 2023.

 

Azioni Banca Mediolanum: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come stanno rispondendo le azioni Banca Mediolanum a queste notizie. Al momento la giornata è all’insegna delle prese di beneficio, con i prezzi che passano di mano in area 10,20 euro. Il movimento odierno va a confermare la fase correttiva partita dai top di periodo in area 10,35-10,40 euro, innescatasi dai massimi di sempre sul finire dello scorso mese di marzo.

Nel breve periodo è possibile che queste prese di beneficio possano proseguire prima in direzione della soglia dei 10 euro e successivamente spingersi verso i 9,90 euro, dove troviamo l’indicatore daily del Supertrend. Fondamentale nel caso si realizzasse tale view sarebbe la tenuta di questi livelli per riprendere il trend primario al rialzo prima in direzione dei 10,20-10,25 euro e a seguire i massimi posti nei pressi dei 10,40 euro. Nel caso in cui anche queste aree resistenziali dovessero essere lasciate alle spalle si avrebbe un rafforzamento del quadro grafico con possibili ulteriori allunghi fin verso l’area degli 11 euro.

Al contrario la violazione dei 9,90 euro dovrebbe aprire la strada a una fase correttiva più profonda con primo obiettivo i 9,50-9,40 euro, che rappresentano gli ex massimi del 2023, e successivamente gli 8,90 euro. Dal punto di vista operativo la violazione di tali sostegni andrebbe a indebolire il quadro grafico di fond0, con possibili ulteriori discese prima verso gli 8,70 euro, dove troviamo la media mobile di lungo periodo e in seguito gli 8,40 euro. Fondamentale sarà la tenuta di tali supporti, per evitare al titolo di andare a mettere sotto pressione la trendline ascendente che parte dai minimi di luglio 2022 e congiungendo i minimi dello scorso mese di novembre transita in area 8,10-8,15 euro.

 

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AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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