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Azioni Banca MPS: come muoversi in Borsa dopo vendita del Tesoro?

Azioni Banca MPS: come muoversi in Borsa dopo vendita del Tesoro?

Cosa fare in Borsa con le azioni Banca MPS dopo che il Tesoro ha annunciato il collocamento sul mercato di un altro 12,5% del capitale sociale?  L’operazione è stata portata avanti, così come alla fine dello scorso anno per la prima tranche, attraverso un consorzio di banche costituito da BofA Securities, Citigroup Global Markets Europe AG, Jeffries e Mediobanca in qualità di Joint Global Coordinators e Joint Bookrunners, con l’obiettivo di promuovere il collocamento delle azioni presso investitori qualificati in Italia e investitori istituzionali esteri. Tradotto, il Tesoro scenderà dal 39 al 26,5% circa, dove la mossa di Giorgetti suona come un ultimatum alle banche per la creazione di quel terzo polo bancario italiano alternativo a Intesa Sanpaolo e Unicredit, tanto caro al ministro.

Intanto da questa operazione il Tesoro incasserà poco meno di 700 milioni di euro, che sommati ai 920 milioni guadagnati con il collocamento di novembre, arrivano a 1,6 miliardi: quanto speso nel 2022 per seguire l’aumento di capitale. In questo modo la perdita dello Stato sulla banca senese scende a circa 4 miliardi di euro, un passivo che si ridurrà ulteriormente a maggio con l’incasso di altri 80 milioni di euro di dividendi. Completata l’operazione, poi, il Tesoro si impegna a non vedere altre quote per 90 giorni, fino alla fine di giugno. Tempo che servirà alle banche italiane per valutare ancora la possibilità di scommettere su un’operazione di sistema.

D’altra parte, la strada dell’aggregazione è tutta in salita. L’opzione preferita dall’esecutivo resta quella di un matrimonio con il Banco BPM, ma l’ad Giuseppe Castagna non perde occasione per smentire un possibile interesse su Siena ribadendo la sua volontà di continuare a correre da solo. E con un utile di 1,3 miliardi e dividendi in crescita del 143% è difficile immaginare di poter far pressione su Piazza Meda affinché cambi idea.

Lungo la via Emilia si guarda anche a BPER Banca, ma sarebbe una soluzione più complicata per diversi motivi. A cominciare dal fatto che Modena non ha ancora completamente digerito l’acquisizione di Carige per arrivare all’idea, indigesta per il governo, di vedere issata su Rocca Salimbeni la bandiera di Unipol. Dopo aver strappato Banca Mps all’influenza del centrosinistra, infatti, consegnare il suo controllo all’assicurazione bolognese sarebbe uno smacco per il centrodestra.
Infine, l’opzione Unicredit era la preferita dal governo Draghi, ma fu respinta dalla banca guidata da Andrea Orcel. Oggi che Siena è stata risanata, con due miliardi di utili e il ritorno del dividendo, l’interesse potrebbe essere diverso. L’ad di Gae Aulenti ha ribadito di aver tra 6 e 9 miliardi di euro da investire in acquisizioni: soldi che devono garantire rendimenti importanti, altrimenti andranno agli azionisti sotto forma di dividendi e nuovi buyback.

 

Azioni Banca MPS: quotazioni in fase di ritracciamento puntano al supporto 3,875

A Piazza Affari le azioni Banca Mps sembra essere impostato al ribasso nel breve termine, anche grazie alla performance negativa registrata nella seduta di ieri (-0,87%). Dopo un’apertura in gap down (subito ricoperto nell’intraday), infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 4,344, per poi andare a chiudere sul finale a quota 4,219 dopo uno spiccato ritracciamento.

Dopo il minimo toccato lo scorso 26 ottobre sul livello 2,278 l’azione ha drasticamente invertito la propria rotta con un prolungato movimento rialzista posizionandosi al di sopra di una ben delinata trendline ascendente, l’ultima parte della quale anche con una inclinazione maggiore. Il tutto è avvenuto con i consueti e fisiologici ritracciamenti che hanno confermato in itinere la validità del trend in corso: solitamente una settimana di storno dopo una decina di giorni di rialzo, in modo piuttosto sistematico.

Tale corsa, però, potrebbe essersi arrestata giovedì scorso con il raggiungimento di un massimo a quota 4,400 (soglia psicologica), da interpretarsi come una resistenza visto che i corsi sono stati respinti con violenza nelle giornate successive evidenziando un ribasso piuttosto accentuato, anche se al momento ancora di lieve entità. Il gap down di ieri, inoltre, anche se subito riassorbito, non è un buon segno per la tenuta delle quotazioni, che invece sembrano soggette alla pressione dei venditori.
Quindi, se la negatività dovesse continuare, come probabile, il primo target individuabile si trova in area 3,875 dove transita anche l’importante indicatore Supertrend.

Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 4,250 con target nell’intorno dei 4,400 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 4,077 con obiettivo molto vicino al livello 3,875. L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sotto dell’indicatore Parabolic Sar mentre sia l’indicatore Supertrend che la media mobile a 25 sono diventati rialzisti a inizio febbraio. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 63.


L’andamento di breve termine del titolo BANCA MPS

AUTORE

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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