Azioni Big tech cinesi: rilancio in Borsa grazie a DeepSeek

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L’avvento di DeepSeek nel campo dell’intelligenza artificiale potrebbe essere una svolta per le azioni delle Big tech cinesi. Dopo anni in cui sono state messe sotto pressione dalle autorità di Pechino, le grandi aziende tecnologiche della Cina provano a rialzare la testa puntando sull’AI (Artificial Intelligence). Dal 27 gennaio, giorno in cui DeepSeek ha sbalordito il mondo con un modello AI low cost, le ADR Alibaba hanno fatto un balzo del 16,12% alla Borsa di New York, mentre il titolo Tencent è avanzato dell’11,88% a Hong Kong.

La spinta su Alibaba è venuta anche dall’annuncio della società riguardo l’ultima versione della sua piattaforma di intelligenza artificiale, a distanza di pochi giorni dal rilascio della startup cinese. “C’è stata una storia di investimento particolarmente deludente per Tencent e Alibaba da molti anni a questa parte”, ha detto Richard Clode, gestore di portafoglio di Janus Henderson. “Stiamo cercando una nuova narrativa per cui entusiasmarci e ora ne abbiamo una molto credibile: l’intelligenza artificiale”.

Anche il mercato delle opzioni sta fornendo segnali incoraggianti. Lo scorso venerdì i volumi delle opzioni sull’indice Hang Seng Tech hanno toccato il livello massimo da ottobre, con le call scambiate in numero doppio rispetto alle put. Gli investitori si attendono che l’adozione dell’intelligenza artificiale a basso costo riduca i costi per i data center. Società come Alibaba e Tencent che forniscono servizi cloud ne trarrebbero un grande vantaggio, visto che gli utenti si affidano al cloud computing per eseguire l’infrastruttura AI. “Il modello molto più economico e capace introdotto da DeepSeek dovrebbe aiutare a democratizzare l’intelligenza artificiale in Cina e incoraggiare l’uso e la spesa”, ha affermato Alex Au, amministratore delegato di Alphalex Capital Management HK Ltd. “Pensiamo che gli operatori cloud come Alibaba saranno i principali beneficiari”.

Fino a questo momento, gli hyperscaler cinesi sono rimasti indietro in questo business rispetto ai rivali statunitensi come Amazon e Microsoft. La prossima stagione dei risultati trimestrali delle Big tech cinesi potrebbe fornire catalizzatori azionari importanti, con eventuali commenti del management sui progressi dei modelli AI e sulla domanda di servizi cloud. Alibaba riporterà i dati il 12 febbraio; Baidu rilascerà i conti il 18 febbraio; mentre per Tencent bisognerà aspettare il 19 marzo.

 

Big tech cinesi: azioni a sconto, ma rischio dazi

Uno degli elementi che potrebbe attirare gli investitori verso le azioni delle Big tech cinesi è il fatto che esse siano particolarmente a buon mercato. L’Hang Seng Tech scambia a meno di 17 volte gli utili stimati nei prossimi 12 mesi, al di sotto della sua media quinquennale di 25 volte e del price/earnings del Nasdaq 100 di 27 volte. A penalizzare i multipli della tecnologia cinese sono state soprattutto la domanda debole tra i consumatori nazionali e la concorrenza estesa sul business dell’e-commerce e del cloud. Tutto ciò sullo sfondo tetro delle tensioni con gli Stati Uniti.

“Ora però DeepSeek ha suscitato un nuovo interesse negli investitori internazionali per la tecnologia cinese e dovrebbe aiutare a ridurre il divario di valutazione”, ha affermato Au di Alphalex. Secondo Jian Shi Cortesi, gestore di portafoglio presso Gam Investment Management a Zurigo, “la rinnovata attenzione potrebbe spostare l’attenzione degli investitori dal ‘pensare ai rischi’ al ‘pensare al potenziale’ quando guardano ai grandi nomi cinesi di Internet. Questo è positivo, soprattutto se si considera il grande sconto nelle valutazioni di questi nomi rispetto ai concorrenti statunitensi”.

Il rischio potrebbe venire dai dazi americani che determinerebbero ulteriori tensioni e turbolenza nei mercati cinesi. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha imposto tariffe generalizzate del 10% sulle importazioni cinesi, di fronte alle quali la Cina ha attivato oggi la sua rappresaglia. Inoltre, Washington sta amplificando gli sforzi per limitare l’accesso delle aziende cinesi ai chip più evoluti. Tuttavia, DeepSeek ha dimostrato che l’attenzione degli investitori non è sempre rivolta al livello più alto di tecnologia, ma anche ai costi che ne derivano.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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