Azioni Bnp Paribas in forte calo a Parigi dopo i risultati trimestrali

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

Le azioni Bnp Paribas hanno aperto la seduta odierna in profondo rosso alla Borsa di Parigi. Gli investitori hanno venduto dopo il rilascio dei dati trimestrali della principale banca europea che hanno evidenziato un peso importante dei costi legati all’integrazione di Axa Investment Managers e di maggiori accantonamenti per crediti inesigibili. La banca ha dichiarato che il costo dell’integrazione da 5,1 miliardi di euro del ramo fondi di Axa IM è stimato in 690 milioni di euro. Il terzo trimestre è il primo in cui l’impatto di Axa IM è stato incluso nei risultati di Bnp Paribas. L’istituto francese ha riportato ricavi in crescita, ma al di sotto delle previsioni degli analisti e soprattutto di gran lunga inferiori in confronto ai rivali di Wall Street. In questo articolo:

 

  • Bnp Paribas: tutti i numeri della trimestrale
  • La guidance

 

Bnp Paribas: tutti i numeri della trimestrale

Nel terzo trimestre 2025, Bnp Paribas ha prodotto entrate complessive per 12,57 miliardi di euro, segnando una crescita del 5,3% su base annua, ma mancando le aspettative degli analisti a 12,8 miliardi di euro. Il reddito operativo lordo si è attestato a 4,96 miliardi di euro, in aumento del 4,9% rispetto allo stesso periodo del 2024. L’utile netto di 3,04 miliardi di euro è stato superiore del 6,1% in confronto ai guadagni netti del trimestre di settembre dello scorso anno. Gli analisti si aspettavano però un profitto di 3,09 miliardi di euro.

Scendendo nel dettaglio delle varie linee di business, l’unità Corporate and Institutional Banking ha realizzato entrate per 4,46 miliardi di euro (+4,5% a/a), grazie alle performance di Global Markets e Securities Services, e nonostante un contesto più difficile rispetto all’anno scorso per le attività di Global Banking. Il risultato lordo di gestione di 1,86 miliardi di euro ha registrato un incremento del 9,5% anno su anno. L’utile ante-imposte invece è stato in calo dello 0,4% a 1,67 miliardi di euro.

La divisione Commercial, Personal Banking & Services ha ottenuto ricavi per 6,62 miliardi di euro (+3,1% a/a), con le entrate delle banche commerciali in salita del 5,6% a 4,3 miliardi di euro, e il fatturato delle linee di business specializzate in declino di 1,2 punti percentuali a 2,33 miliardi di euro. Il risultato lordo di gestione si è attestato a 2,76 miliardi di euro (+4,1% a/a), mentre l’utile ante-imposte è cresciuto dell’8,1% a 2,18 miliardi di euro.

La sezione Investment & Protection Services, che riguarda il risparmio gestito, ha registrato un record di masse in gestione a 2.392 miliardi di euro (+74% a/a), grazie all’integrazione con Axa IM. I ricavi si sono attestati a 1,90 miliardi di euro, con un incremento del 27,5% su base annua. Il risultato lordo di gestione è ammontato a 761 milioni di euro (+25,1% a/a), mentre l’utile ante imposte è risultato di 816 milioni di euro (+26,2% a/a).

“Nel terzo trimestre, il gruppo ha ottenuto buone performance operative in tutte le sue tre divisioni. La struttura finanziaria è molto solida, con un Cet1 ratio del 12,5% e una generazione organica di capitale di 30 punti base”, ha affermato Jean-Laurent Bonnafé, amministratore delegato della banca. “I nostri risultati sono in linea con il nostro obiettivo di utile netto per il 2025 superiore a 12,2 miliardi di euro e con la nostra traiettoria di crescita per il 2026. Questo trimestre è caratterizzato dall’integrazione di Axa IM, che costituisce un fattore di trasformazione strategica per il gruppo e ci consente di diventare leader nel settore dell’asset management”.

 

La guidance

I risultati solidi dell’azienda di credito parigina consentono al gruppo di confermare la traiettoria per il 2026. Nello specifico, i ricavi dovrebbero crescere a un tasso medio superiore al 5% nel triennio 2024-2026, con un effetto forbice di circa 1,5 punti percentuali in media all’anno. L’utile netto è atteso in salita di oltre il 7% nello stesso periodo, mentre gli utili per azione (earnigns per share) sono stimati a un tasso medio di crescita superiore all’8%.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari