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Azioni cinesi: 5 segnali che fanno pensare a un rally sostenibile

Azioni cinesi: 5 segnali che fanno pensare a un rally sostenibile

Le azioni cinesi sono rimbalzate nel mese di luglio in quello che è stato il rally mensile più forte dal mese di gennaio. L’indice Hang Seng della Borsa di Hong Kong è salito del 6,15%, mentre sulla terraferma lo Shanghai Composite ha ottenuto un rialzo del 2,78%. Le Borse cinesi quest’anno sono rimaste indietro rispetto alle altre perché l’economia del Dragone non si è ripresa dal post-Covid per come tutti si aspettavano. Questo ha costretto le autorità monetarie a intervenire con massicce misure di stimolo per cercare di rivitalizzare le attività produttive e rispettare gli obiettivi di crescita di quest’anno del governo fissati a circa il 5%.

Il sostegno delle autorità di Pechino è molto importante per analisti e investitori, che ora vedono in una luce diversa il mercato azionario cinese. “Il sostegno politico più forte contribuirà a ripristinare gradualmente la fiducia degli investitori e il punto di svolta è arrivato per il mercato delle A-share”, ha scritto in una nota Lei Meng, stratega azionario cinese di UBS Securities. “Man mano che le misure politiche vengono attuate gradualmente e le attività economiche si riprendono sequenzialmente, il mercato delle A-share dovrebbe vedere un aumento graduale, che potrebbe durare per mesi”.

 

Azioni cinesi: ecco i segnali più incoraggianti

Al di là dei rialzi del mese appena trascorso, vi sono almeno cinque segnali di carattere tecnico e fondamentale che fanno pensare a una continuazione del rally delle azioni cinesi:

Il primo si riferisce all’ampiezza del mercato rialzista, con quasi il 60% delle azioni dell’indice blue-chip CSI 300 e oltre il 50% dell’indice CSI Small Cap che sono scambiate al di sopra della media mobile a 200 giorni.

Il secondo segnale allude alla forte attività nel trading. Secondo i dati rilasciati da Bloomberg, ieri il volume delle azioni alla Borsa di Hong Kong è salito a 182,6 miliardi di dollari, massimo dal 30 gennaio.

Il terzo fattore positivo va ricercato nel superamento di una importante resistenza intorno ai 20.000 punti da parte dell’indice Hang Seng, dopo che il benchmark ha scavalcato l’area in cui giace la media mobile a 100 giorni.

In quarto luogo, le stime degli utili a 12 mesi delle aziende dell’indice MSCI China non sono più state riviste al ribasso, ma anzi sono aumentate dell’1,2% in quella che è stata la prima revisione positiva dal mese di gennaio.

Infine, c’è da segnalare l’aumento degli acquisti da parte degli investitori stranieri, che lunedì hanno fatto registrare afflussi per 9,3 miliardi di yuan, pari a 1,3 miliardi di dollari, il livello più alto da gennaio. Quest’ultimo fattore ha un significato particolare, in quanto dà la misura di come dall’estero sono diventati più ottimisti sul fatto che il rimbalzo delle azioni cinesi possa rivelarsi più credibile e duraturo rispetto al passato.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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