L’agenzia internazionale di rating Fitch ha declassato ieri il giudizio sulla Cina ad “A” da “A+”, con outlook stabile, per le preoccupazioni relative all’indebolimento delle finanze pubbliche del Paese e all’aumento del debito pubblico. Fitch ha anche stimato che il Pil del Dragone dovrebbe crescere del 4,4% nel 2025, in frenata dal 5% del 2024. L’aumento dei dazi Usa, inoltre, si è rivelato molto più drastico e Pechino è destinata ad accusare un colpo più forte. Il ministero delle Finanze cinese ha contestato la decisione, accusata di descrivere una situazione “parziale che non riflette la realtà”.
Azioni cinesi: l’indice FTSE China A50 rompe il supporto a 12.800
Composto azioni cinesi quotate sul Shanghai Stock Exchange e sul Shenzhen Stock Exchange, l’indice FTSE China A50 sembra essere impostato al ribasso nel breve termine, anche grazie alle performance negative registrate nelle ultime settimane. Dopo il rally rialzista di fine di settembre, che ha permesso ai prezzi di raggiungere un massimo relativo sul livello 16.340 (7 ottobre), l’indice cinese ha drasticamente invertito la propria rotta con un violento movimento ribassista che si è arrestato solo in prossimità del supporto presente a quota 12.930 (17 ottobre).
Da quel momento i corsi delle azioni cinesi hanno iniziato a muoversi all’interno di un ampio trading range compreso tra i livelli 12.800 e 14.400, senza alcuna direzionalità, ma permettendo comunque agli operatori di sfruttare numerose opportunità di trading adottando la strategia del “comperare sui supporti e vendere sulle resistenze”.
Nella giornata di venerdì le quotazioni hanno violato la soglia inferiore della lateralità e quindi, per l’immediato futuro, è lecito attendersi una prosecuzione del trend negativo in corso che riporti i prezzi fin verso il prossimo supporto individuabile in area 11.850. Solo a quel punto sarà eventualmente conveniente rientrare sul mercato con un’ottica di rimbalzo, almeno di corto respiro.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 12.800 con target nell’intorno dei 13.400 punti, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 12.200 con obiettivo molto vicino al livello 11.850. L’impostazione algoritmica, infatti, vede i corsi stazionare al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti a metà marzo. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 31.

L’andamento di breve termine dell’indice FTSE China A50









