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Azioni cinesi, UBS: ecco 3 motivi per investirvi

Azioni cinesi: UBS, 3 motivi per investire nel 2023

L’annuncio di Alibaba del mese scorso di voler scorporare il conglomerato da 220 miliardi di dollari in sei unità distinte ha innescato un rally delle azioni cinesi del settore tecnologico che ha trascinato tutto l’azionario del paese. Quest’anno gli operatori di mercato hanno comunque eletto la Cina come una delle mete preferite per gli investimenti, dopo un lungo periodo in cui Pechino è stata considerata come una piazza finanziaria non investibile.

In particolare, gli investitori si erano allontanati dalle azioni cinesi allorché, a partire dal 2020, il governo ha avviato una forte stretta regolamentare su vari settori dell’economia, in particolare quelli tech, immobiliare, gaming e istruzione. A partire dall’anno successivo si sono poi aggiunte le chiusure per contrastare la diffusione del Covid-19, che hanno bloccato l’attività delle aziende dando un altro motivo per stare alla larga dai titoli della seconda economia mondiale. Superata la bufera, gli investitori ora sono tornati sulla Cina in quanto la repressione regolamentare si è affievolita e le autorità hanno deciso per la fine della zero Covid-policy.

 

Azioni cinesi: ecco perché comprarle

Rimangono tuttavia molte incertezze. A partire dalle tensioni tra USA e Cina sia dal punto di vista commerciale, con molte aziende cinesi finite nella black list del Dipartimento del Tesoro americano  a causa della guerra dei chip, sia dal punto di vista militare, con le pressioni cinesi su Taiwan. Secondo gli analisti di UBS, tutto ciò probabilmente è un fattore di rischio per le azioni delle società cinesi, tuttavia “crediamo che la ripresa economica dovrebbe avvantaggiare il  mercato. Riteniamo pertanto le azioni cinesi tra le preferite nella nostra strategia globale”.

Le ragioni per cui varrebbe la pena puntare sull’equity del Dragone sono sostanzialmente tre secondo la banca svizzera. La prima riguarda il settore tecnologico in forte espansione sia in termini di fondamentali aziendali che di contesto normativo. UBS cita utili migliori del previsto grazie anche alla riapertura dopo i blocchi Covid e alla fine della rigida stretta regolamentare.

La seconda ragione riguarda il settore dei servizi al consumo, sostenuto dalle attività che ora sono libere da vincoli normativi. Il comparto vede la prima e più forte tendenza alla ripresa tra tutte le categorie al consumo, sottolineano gli analisti della banca zurighese: “Tale slancio sarà probabilmente mantenuto nei prossimi trimestri, a nostro avviso, con una potenziale revisione degli utili dal secondo trimestre 2023”.

La terza e ultima ragione si riferisce al miglioramento delle prospettive del settore immobiliare, dopo un periodo disastroso che ha registrato il crack di alcuni importanti sviluppatori e sulla scia di un incremento delle vendite del 30% su base annua nel mese di marzo.

In definitiva, riassumendo tutte le circostanze favorevoli, “continuiamo a favorire le opportunità di riapertura all’interno delle azioni cinesi e prevediamo una crescita complessiva degli utili del 14% quest’anno“, hanno concluso gli esperti di UBS.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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