Sulla Borsa di Francoforte è un inizio di ottava contrassegnato da acquisti per le azioni Commerzbank, che beneficiano di alcuni rumors riguardi possibili operazioni di M&A. Nello specifico, i governo tedesco starebbe valutando tutte le opzioni per raccogliere liquidità attraverso la cessione di alcune sue partecipazioni che potrebbero anche riguardare il residuo 15% posseduto di Commerzbank. La vendita dovrebbe portare nelle casse del governo tedesco fino a 4 miliardi di euro.
Nel dettaglio, tra gli istituti che potrebbero essere interessati alla quota di Commerzbank troviamo Deutsche Bank, soprattutto dopo che quest’ultima ha completato il suo piano di ristrutturazione pluriennale. Nel caso dovesse esserci una fusione con Commerzbank, l’istituto guidato dall’amministratore delegato Christian Sewing, non solo diversificherebbe il suo perimetro ma rafforzerebbe anche la sua stabilità a lungo termine. Inoltre è da ricordare che Commerzbank è stata a lungo vista come un potenziale partner di Unicredit, già presente in Germania con Hvb. I due istituti che avrebbero avuto colloqui in tema di M&A prima dell’invasione russa in Ucraina nel 2022.
Azioni Commerzbank: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere come stano rispondendo le azioni Commerzbank dopo queste notizie. L’inizio di settimana è all’insegna degli acquisti, con le quotazioni che si portano oltre gli 11,5 euro accompagnate da buoni volumi. Nel breve periodo le attese sono per una continuazione del trend rialzista, innescatosi dai minimi dello scorso mese di settembre da 9,10 euro, in direzione dei massimi annuali posti leggermente sotto la soglia dei 12 euro. Nel caso in cui questi ultimi livelli dovessero essere lasciati alle spalle si avrebbe un miglioramento del quadro grafico con conseguenti ulteriori allunghi prima verso i 12,55 euro e in seguito in direzione dei top del 2028 situati sui 13,70-13,75 euro. In questo scenario rialzista eventuali fasi correttive in direzione degli 11,20 euro, dove troviamo l’indicatore daily del Supertrend, sarebbero catalogate come delle normali prese di beneficio utili per rientrare in posizione.
Al contrario, la perdita di questi ultimi sostegni dovrebbe aprire le strada a una fare correttiva più profonda, con primi obiettivi situati sugli 11 euro dove troviamo la media mobile a 50 giorni, e successivamente i minimi dello scorso mese di dicembre in area 10,35-10,40 euro, dove transita la media mobile di lungo periodo. Nel caso in cui dovessimo assistere a una violazione di tali sostegni si avrebbe una prosecuzione delle vendite fin verso il bottom dello scorso ottobre in area 9,80 euro.









