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Azioni e obbligazioni argentine in rialzo con la vittoria di Milei alle elezioni

Un'immagine del presidente eletto della Repubblica argentina, Javier Milei

Le azioni e le obbligazioni argentine salgono oggi sui mercati finanziari dopo la vittoria del libertario di destra Javier Milei al ballottaggio nelle elezioni per il nuovo presidente dell’Argentina. In particolare, hanno guadagnato terreno le azioni quotate negli Stati Uniti e i bond sovrani in dollari USA.
Dopo l’apertura di Wall Street le ADR della società energetica statale YPF SA guadagnano il 27%, mentre i titoli delle banche Grupo Financiero Galicia SA e Banco Macro SA sono in rialzo rispettivamente del 20% e del 16%. Nel frattempo il peso continua a indebolirsi rispetto al dollaro USA nei mercati paralleli, arrivando a una quotazione di oltre 1.000 per dollaro dai 920 di venerdì. Milei è stato chiaro circa il suo piano di sostituire l’ormai devastata moneta argentina con il biglietto verde e gli investitori ora temono che il peso avrà sempre meno valore.
“È probabile che il peso rimanga sotto pressione significativa” ha detto Leandro Galli, gestore di portafoglio di debito dei mercati emergenti presso JP Morgan Asset Management. “È probabile che il divario valutario tra le misure basate sul mercato e il tasso di cambio ufficiale si riduca, il che potrebbe portare a un’accelerazione dell’inflazione nel prossimo anno”. Questo aprirebbe le porte a “un piano di consolidamento fiscale e riforme potenzialmente più draconiane che favorirebbero le obbligazioni in dollari della nazione”.

Azioni e obbligazioni argentine: ecco perché possono salire

La missione di Milei è sfidante. Il leader della destra argentina prende in mano un Paese depresso da un’inflazione fuori controllo che ormai ha scavalcato il 140% annuo, una crescita economica anemica e un 40% della popolazione che vive in povertà. Le soluzioni proposte sono quelle di tagliare la spesa pubblica e chiudere la Banca centrale per combattere l’inflazione e riportare il bilancio fiscale in ordine. Questo potrebbe aiutare a scongiurare un altro default e rinvigorire il mercato delle azioni e delle obbligazioni argentine.
 Secondo Claudia Calich, responsabile del debito dei mercati emergenti di M&G Investments, il corso del Paese va cambiato “con molta forza e nella giusta direzione e su questo i mercati saranno d’accordo”.
Alcuni investitori sono convinti che Milei sia la migliore soluzione per sollevare l’Argentina dalle sabbie mobili in cui si trova da molti anni. Da quando sono state ristrutturate nel 2020, le obbligazioni estere del Paese hanno perso oltre il 40% del loro valore, risultando tra le peggiori performer dei titoli dei mercati emergenti. “La domanda riguarda più che altro la capacità di Milei di fare le cose che ha annunciato ed è su ciò c’è ancora un grande punto interrogativo. Ma a breve termine dovrebbe esserci un aumento dei prezzi delle obbligazioni”, ha affermato Diego Ferro, fondatore di M2M Capital a New York.

Il pericolo del default

Sul Paese però pende inesorabile il pericolo di un default, ancor più considerando che le riserve di valuta estera della Banca centrale argentina sono prossime al livello più basso dal 2006. A questo si aggiunge che le entrate sono in flessione a causa delle esportazioni di materie prime chiave come soia, mais e grano crollate per via di una grave siccità. L’Argentina deve far fronte al rinnovo del programma di finanziamento da 44 miliardi di dollari del Fondo Monetario Internazionale, suo principale creditore. E poi dovrà fronteggiare gli obbligazionisti privati. Una politica fiscale del rigore quindi è inevitabile, anche se ciò rischia di deprimere ulteriormente la crescita del Paese. Evitare però un altro default darebbe ossigeno al mercato obbligazionario e fornirebbe maggiore fiducia alle azioni.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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