Azioni Enel: società punta su gigafactory 3Sun, cosa fare a Piazza Affari?

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La cessione di una quota di 3Sun, la gigafactory dell’Etna Valley che produce pannelli fotovoltaici, non è più sul tavolo della capogruppo Enel. L’asset, che anche il governo non fa mistero di considerare strategico, resterà perciò sotto il controllo di Enel Green Power Italia (97%). La conferma è arrivata dall’ultima relazione finanziaria semestrale del gruppo guidato dall’AD Flavio Cattaneo. «Al 30 giugno 2024», si legge nel documento, «le attività nette relative a 3Sun non sono più classificate come possedute per la vendita e sono state riclassificate tra le attività e le passività held-for-use (letteralmente, detenute per l’uso) in quanto, non ricorrendo più le condizioni che avevano determinato la precedente classificazione ai sensi dell’IFRS 5, il management non ha più considerato la cessione altamente probabile». Enel ha comunque mantenuto invariato il valore di carico dell’asset, pari a 678 milioni di euro.

Le tappe della vicenda. Per 3Sun era stata ipotizzata la cessione di una quota fino al 50% del capitale (fa fede il bilancio 2023), e a febbraio dello stesso anno, pochi mesi prima dell’arrivo all’ Enel di Cattaneo, la vendita della partecipazione era sembrata molto vicina. Il potenziale socio era stato individuato in Next Energy grazie alla gaffe social del cfo del fondo britannico, che aveva fatto cenno all’accordo su Linkedin, di fatto infrangendo il patto di riservatezza.

Poi, solo rumors e niente più, indiscrezioni mai confermate e scivolate via senza scalfire il piano di sviluppo della gigafactory, che prevede di aumentarne la capacità da 200 MW a 3 GW all’anno. Nel frattempo, la fabbrica catanese ha ricevuto molte visite illustri, compresa quella del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. A febbraio scorso ci si è recata anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che proprio nello stabilimento di 3Sun ha firmato il contratto di sviluppo per l’utilizzo dei circa 90 milioni di euro stanziati dal PNRR per il progetto sotto forma di sovvenzione diretta.

Le risorse finanziarie al servizio del piano. La gigafactory si è assicurata anche un pacchetto di finanziamenti da 560 milioni di euro dalla Banca Europea per gli Investimenti e da un consorzio di istituti di credito italiani. Nel 2022, aveva già sottoscritto con l’Unione Europea un accordo di finanziamento agevolato a fondo perduto per 118 milioni di euro. Insomma, la dote finanziaria per andare avanti anche senza un partner non manca, così come è indubbio il ruolo chiave che 3Sun può giocare arrivando a produrre 5 milioni di pannelli fotovoltaici l’anno. Attualmente, infatti, l’Ue produce meno del 3% dei pannelli necessari al raggiungimento dei target sull’energia solare al 2030, pochi anche per l’obiettivo intermedio che prevede l’installazione di 320 GW di fotovoltaico entro il 2025.

 

Azioni Enel: quotazioni si muovono in trading range tra i livelli 6,250 e 6,900

A Piazza Affari le azioni Enel sembrano essere impostate al ribasso nel breve termine, anche grazie alla performance negativa registrata nella seduta di ieri (-0,36%). Dopo un’apertura in gap down (subito ricoperto nell’intraday), infatti, le quotazioni hanno intrapreso un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 6,813, per poi invertire drasticamente la rotta fino a raggiungere un massimo a quota 6,915, andando a chiudere sul finale non distante a 6,882 euro.

Tale movimento ha permesso all’azione di creare un pattern di analisi candlestick assimilabile al “Doji”, indicante una generalizzata indecisione da parte degli operatori. Situazione che è coerente con la struttura grafica di Enel che, dallo scorso maggio, è inserita all’interno di un ampio trading range compreso tra i livelli 6,250 e 6,900. Lateralità che ha comunque fornito numerose e valide opportunità di trading adottando la strategia del “comperare sui supporti e vendere sulle resistenze”.

Ora però i corsi si trovano ancora una volta in prossimità della soglia superiore della congestione ed è quindi prevedibile che questo ostacolo non riesca ad essere superato con facilità al primo tentativo. Più probabile, invece, attendersi un leggero storno che effettui almeno un ritracciamento del 50% (di Fibonacci) rispetto all’inaspettato rally dello scorso mese di agosto. Solo una volta raggiunti questi ultimi supporti potrà essere conveniente entrare nuovamente sul mercato con direzione rialzista.

Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 6,915 con target nell’intorno dei 7,122 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 6,813 con obiettivo molto vicino al livello 6,608. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sopra dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono rialzisti da due settimane. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “ipercomprato” vicino al livello 71.

 


L’andamento di breve termine del titolo ENEL

Immagine di Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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