In una giornata che vede Piazza Affari spingersi sui top delle ultime tre settimane, al contrario le azioni Eni fanno fatica a seguire il trend generale, nel giorno in cui Plenitude, la controllata nel settore dell’energia rinnovabile, ha comunicato l’avvio della produzione del nuovo impianto fotovoltaico “Lotto 15”, situato all’interno del sito industriale di Porto Marghera. Lo stabilimento, che avrà una capacità installata di 2,75 MW, è composto da 8.088 pannelli solari ed è stato realizzato da Altenia, che si occuperà della manutenzione nei primi due anni.
Nello specifico, l’energia prodotta coprirà in gran parte i consumi del sito industriale, mentre l’eccesso verrà immesso in rete. L’infrastruttura sorge su un’area bonificata da Eni Rewind, società ambientale del gruppo guidato da Claudio Descalzi, nell’ambito di un più ampio progetto di riqualificazione dell’ex polo petrolchimico. Con “Lotto 15” e il precedente impianto “Lotto 12” da 3,55 MW, entrato in esercizio nel novembre dell’anno passato, è giunta a conclusione la prima fase di valorizzazione delle aree industriali risanate di Porto Marghera.
Azioni Eni: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo a vedere cosa ci suggerisce l’analisi tecnica sulle azioni Eni nel breve e medio periodo. Dopo aver chiuso la scorsa ottava con un saldo positivo di poco più dell’1%, la nuova settimana si è aperta all’insegna della debolezza, con i prezzi che transitano vicini ai valori di venerdì scorso in area 14,86 euro.
Con un’impostazione primaria che rimane confermata al rialzo, sarà solo con il superamento dei 15 euro che verrebbe messa in un angolo la fase correttiva che ha interessato le ultime giornate. In questo caso le azioni andrebbero a mettere sotto pressione i 15,40 euro, dove troviamo l’indicatore daily del Supertrend, e successivamente i massimi degli ultimi 6 anni situati sulla soglia dei 16 euro. Nel caso in cui anche questi ultimi livelli dovessero essere messi alle spalle, si avrebbe un ulteriore rafforzamento del quadro grafico, con prossimi target i top degli ultimi 7 anni situati sui 16,75-16,80 euro. Il superamento di queste aree resistenziali dovrebbe far proseguire gli acquisti fin verso i 17,50 euro, aree che il titolo Eni non vede da 10 anni.
Al contrario, un ritorno delle quotazioni sotto i 14,50 euro, che rappresentano contemporaneamente i minimi dell’ultimo mese e i massimi dello scorso mese di marzo, dovrebbe aprire la strada a una fase discendente più marcata che potrebbe essere sfruttata con l’apertura di posizioni ribassiste. In questo caso si avrebbe un primo target sui 14 euro e successivamente i 13,70 euro, dove verrebbe messa sotto pressione la media mobile di lungo periodo. Nel caso in cui anche questi supporti non dovessero arrestare la spinta ribassista, si assisterebbe a una continuazione della discesa verso i 13 euro e successivamente i 12,50-12,40 euro. La perdita di tali supporti dovrebbe far proseguire le vendite in direzione degli 11,66 euro, dove verrebbe chiuso il gap-up lasciato aperto lo scorso 14 aprile, con target intermedi situati sulla soglia dei 12 euro.
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