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Azioni Eni: buy o sell dopo accordo con Qatar per fornitua GNL?

Azioni Eni: buy o sell dopo accordo con Qatar per fornitua GNL?

A Piazza Affari è un inizio di settimana all’insegna della debolezza per le azioni ENI, con i prezzi che al momento rimangono insensibili alle notizie provenienti nelle ore passate dal cane a sei zampe. Nello specifico l’azienda guidata da Claudio Descalzi ha comunicato di aver sottoscritto con QatarEnergy,  la joint venture tra la stessa Eni e QatarEnergy per lo sviluppo del progetto North Field East, un accordo di vendita e acquisto a lungo termine per la fornitura fino a 1,5 miliardi di metri cubi annui di gas naturale liquefatto. L’accordo di queste ultime ore da parte del Qatar, che ricordiamo è il primo esportatore di Gnl al mondo, segue quelli messi in campo nelle ultime settimane con Shell e TotalEnergies per la fornitura di 3,5 milioni di tonnellate all’anno per 27 anni.

Nel dettaglio il GNL sarà consegnato al terminale di rigassificazione attualmente collocato a Piombino, con consegne previste a partire dal 2026 e i volumi di Gnl prodotti dal progetto North Field East, aumenteranno la produzione di Gas naturale del Qatar di 45 miliardi di metro cubi oltre agli attuali 108. L’accordo odierno non solo va a rafforzare la partnership tra la società italiane e QatarEnergy, ma rappresenta un ulteriore passo nello sviluppo del portafoglio globale integrato di gas naturale liquefatto di Eni, in linea con la strategia di transizione che mira ad aumentare progressivamente il ruolo del gas nella produzione upstream, il cui obiettivo è quello di raggiungere il 60% entro la fine del decennio in corso.

 

Azioni Eni: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come si sta muovendo l’azione nella prima seduta della nuova ottava. È al momento una giornata all’insegna della debolezza per il titolo Eni, con i prezzi che si allontanano dai top di periodo scendendo sotto l’area dei 15,50 euro. Nel breve termine solo con il ritorno oltre questi livelli che i corsi aprirebbero le porte per tornare a mettere sotto pressione le forti resistenze situate in area 15,70-15,75 euro. Dal punto di vista operativo il superamento di tali aree aree andrebbe da una parte a rafforzare il trend ascendente primario e dall’altra farebbe aumentare le chance prima di spingersi verso i massimi del 2019 in area 16 euro e successivamente andare a rivedere i top del 2018 sui 16,85 euro. Nel caso in cui anche tali livelli dovessero essere messi alle spalle, si avrebbe una continuazione degli acquisti capaci di proiettare il titolo fin verso i 17,50 euro, che rappresentano i top toccati dall’azione nell’aprile del 2015.

Al contrario la perdita dei 14,80 euro, dove troviamo sia la media mobile a 50 giorni che l’indicatore giornaliero del Supertrend, dovrebbe spingere il titolo prima a chiudere il gap-up lasciato aperto il 9 ottobre scorso nei pressi dei 14,67 euro ed in seguito indirizzarsi verso i 14,50-14,40 euro, che rappresentano i minimi del mese in corso. Nel caso in cui tali supporti dovessero essere violati al ribasso, si avrebbe una continuazione della fase correttiva con nuovi target ribassisti posti sui 13,80 euro, dove troviamo sia la media mobile di lungo periodo che la trendline ascendente che parte dai minimi di 12 mesi fa. Fondamentale sarebbe la tenuta di tali supporti per evitare sia un indebolimento della struttura grafica che la prosecuzione delle vendite fin verso la soglia psicologica dei 13 euro, che rappresentano i minimi degli ultimi tre mesi.

 

 

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AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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