Eni ha recentemente ottenuto dalla Banca europea per gli investimenti (Bei) un nuovo finanziamento da 500 milioni di euro per 15 anni con lo scopo di convertire alcune unità della raffineria del colosso energetico italiano di Sannazzaro de’ Burgondi (Pavia) in bioraffineria. Il progetto prevede la trasformazione dell’impianto hydrocracker mediante la tecnologia Ecofining e la costruzione di un nuovo impianto per il pre-trattamento degli scarti come oli esausti da cucina e grassi animali, nonché residui dell’industria agroalimentare, che sono la carica prevalente con cui Enilive produce i biocarburanti Hvo (olio vegetale idrogenato).
L’impianto pavese avvierà la produzione di biocarburanti Hvo diesel e Saf-biojet per l’aviazione dal 2028 e avrà una capacità di circa 550mila tonnellate l’anno. L’accordo fa seguito a quello sempre da 500 milioni di euro siglato nel luglio 2025 per la conversione della raffineria di Livorno in bioraffineria.
Azioni Eni, le quotazioni in ribasso puntano verso il supporto sul livello 22,065
Quotate nell’indice Ftse Mib di Borsa Italiana, le azioni Eni sembrano essere impostate al ribasso nel breve termine, anche grazie alla performance negativa registrata nella seduta di ieri (-0,94%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 23,190, per poi andare a chiudere poco distante sul finale a quota 23,265.
In seguito al minimo relativo toccato lo scorso 7 gennaio sul livello 15,690, i titoli Eni hanno radicalmente modificato la propria direzionalità con un prolungato movimento rialzista, sempre posizionato al di sopra di una ben delineata trendline ascendente e senza mai effettuare storni degni nota, fino ad arrestare la corsa in prossimità della resistenza presente a quota 25,015 (7 aprile).
Ora, poiché i corsi stanno salendo troppo e probabilmente da troppo tempo, per l’immediato futuro è lecito attendersi un ritracciamento con lo scopo di raggiungere presto il primo supporto individuabile in area 22,065. L’accordo sulla tregua Usa-Iran, infatti, sta già penalizzando le quotazioni del petrolio, per cui sembrerebbe prevedibile una inversione di tendenza in senso ribassista nel brevissimo periodo, prima che Eni possa ritornare ad essere una buona occasione di acquisto.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 23,600 con target nell’intorno dei 24,510 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte già alla violazione di quota 23,190 con obiettivo molto vicino al livello 22,065. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sopra dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati rialzisti a metà gennaio. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 53.

L’andamento di breve termine delle azioni ENI









