Azioni Eni: quali impatti dopo l’aumento della presenza in Nigeria

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In una giorata debole per Piazza Affari tengono bene le azioni Eni, con le quotazioni che cercano di recuperare gli ex supporti persi nella seduta di ieri in area 15,80-15,85 euro. A sostenere gli acquisti in queste ore sono le notizie provenienti dalla Nigeria dove, attraverso la propria controllata Nigeria Agip Exploration, il cane a sei zampe, esercitando il proprio diritto di prelazione, ha annunciato l’acquisizione da TotalEnergies EP Nigeria di una partecipazione addizionale del 2,5% nel Production Sharing Contract OML 118.

Trattasi di una licenza in acque profonde, che include il campo in produzione di Bonga, uno dei progetti offshore più importanti sviluppati nel Paese africano, in cui la controllata nigeriana detiene interessi non operativi. L’operazione odierna, che porta la quota di Nigeria Agip Exploration nell’OML 118 dal 12,5% al 15%, è in linea con la strategia di Eni che da una parte prevede l’ottimizzazione del portafoglio upstream e dall’altra rafforza l’impegno della società in progetti deepwater nel Paese.

 

Azioni Eni: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come stanno reagendo le azioni Eni sulla Borsa italiana. Con volumi che a fine giornata dovrebbero attestarsi sotto la media giornaliera mensile, è una seduta all’insegna degli acquisti, con i prezzi che cercano di recuperare gli ex supporti situati nei pressi dei 15,85 euro.

Con un’impostazione di fondo confermata al rialzo, il superamento di queste aree dovrebbe aprire la strada per nuovi apprezzamenti in direzione dei 16 euro e successivamente verso i 16,28 euro, dove verrebbe chiuso il gap-down lasciato aperto lo scorso 21 novembre. Oltre queste aree le azioni dovrebbero andare a mettere sotto pressione i top di periodo situati sui 16,60 euro, dove troviamo l’indicatore daily del Supertrend

Nel caso in cui anche tali aree dovessero essere messe alle spalle, si avrebbe un ulteriore rafforzamento del quadro grafico, con prossimi target i top degli ultimi 7 anni situati sui 16,75-16,80 euro. Il superamento di questi ultimi livelli resistenziali dovrebbe far proseguire gli acquisti fin verso i 17,50 euro, aree che il titolo non tocca da 10 anni. In questo contesto, eventuali ulteriori prese di beneficio fin verso i 15,70-15,60 euro, minimi delle ultime settimane e dove transita la trendline ascendente che parte dai minimi dello scorso mese di aprile e congiunge quelli di ottobre, potrebbero rappresentare nuove occasioni di acquisto.

Al contrario, la perdita di questi sostegni dovrebbe aprire a una fase correttiva più marcata, il cui primo obiettivo ribassista sarebbe posto sui 15,40 euro, dove troviamo la media mobile a 50 giorni, e a seguire i 15,17 euro, dove verrebbe chiuso il gap-up lasciato aperto lo scorso 23 ottobre. Sotto questi livelli è possibile una continuazione delle vendite verso i 14,90 euro e successivamente in direzione dei minimi degli ultimi 4 mesi situati sui 14,50-14,45 euro.

Nel caso in cui dovessimo assistere alla violazione di questi ultimi sostegni, si avrebbe un ulteriore indebolimento del quadro grafico di medio termine, con prossimi obiettivi i 14,10-14 euro, dove il titolo andrebbe a mettere sotto pressione la media mobile di lungo periodo.

 

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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