In una Piazza Affari che al momento viaggia in leggero territorio positivo, sorprende la debolezza delle azioni Eni con le quotazioni che si allontanano dai massimi di periodo. A innescare le vendite di queste ore sono state alcune indiscrezioni di stampa, che vedrebbero un consorzio internazionale, gestito dalla società petrolifera italiana e da Shell, perdere un arbitrato con il governo del Kazakistan.
Nello specifico, il Paese asiatico nel 2023 aveva intrapreso delle azioni legali nei confronti del consorzio, del quale con quote minoritarie fanno parte anche Chevron, Lukoil e KazMunayGaz, impegnato nello sviluppo del giacimento di petrolio e gas di Karachaganak. L’accusa da parte del governo kazako riguarda non solo i costi, attestatisi a 16,5 miliardi di dollari, ma anche la violazione della procedura della gara. Il risarcimento, secondo Bloomberg, potrebbe variare tra i 2 e i 4 miliardi di dollari.
Situato nella parte occidentale del Kazakistan, Karachaganak è un vasto giacimento che produce petrolio, condensati e gas naturale. Sin dalla sua apertura, la capacità di produzione si è potenziata costantemente grazie all’installazione di nuove strutture di reiniezione di gas, che si sono aggiunte a quelle già esistenti.
Azioni Eni: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere come si stanno comportando le azioni Eni sulla Borsa italiana. Con volumi in calo se confrontati alle precedenti sedute, è una giornata all’insegna della debolezza, nei pressi dei 16,68 euro dopo aver toccato un minimo intraday a 16,61 euro.
Con un’impostazione di fondo che rimane confermata al rialzo e con gli indicatori di forza vicini ai top di periodo, le attese sono di una continuazione del trend verso i massimi degli ultimi 7 anni, situati sui 16,90-16,95 euro. Nel caso in cui queste resistenze dovessero essere messe alle spalle si avrebbe un ulteriore rafforzamento del quadro grafico con prossimi target 17,50 euro, area che il titolo non tocca da 10 anni. In questo contesto eventuali prese di beneficio che dovessero riportate le quotazioni verso i 15,60-15,50euro, dove transita l’indicatore daily del Supertrend e che rappresentano i minimi degli ultimi 3 mesi, potrebbero essere lette come delle nuove occasioni di acquisto.
Al contrario, la perdita dei livelli sopra menzionati, dovrebbe aprire le porte a una fase correttiva di breve periodo. In questo caso il primo obiettivo ribassista sarebbe posto sui 15,50-15,40 euro e a seguire i 15,17 euro, dove verrebbe chiuso il gap-up lasciato aperto lo scorso 23 ottobre. Sotto questi livelli è possibile una continuazione delle vendite verso i 14,90 euro e successivamente in direzione dei minimi degli ultimi 4 mesi situati sui 14,65-14,60 euro, dove verrebbe messa sotto pressione la media mobile di lungo periodo. Nel caso in cui le azioni dovessero violare tali supporti, si avrebbe un ulteriore indebolimento del quadro grafico di medio termine, con prossimi target i 14,30-14,25 euro e successivamente la soglia dei 14 euro, bottom degli ultimi 6 mesi.
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