A Piazza Affari non si arrestano gli acquisti sulle azioni Eni, con le quotazioni che si portano oltre la soglia dei 19 euro. A far proseguire il trend rialzista sul cane a sei zampe sono i dati del 4° trimestre 2025 comunicati dal Gruppo prima dell’apertura delle contrattazioni. Nonostante gli effetti negativi sia dei prezzi upstream che del cambio, l’efficacia esecuzione della strategia ha permesso di realizzare diversi progetti, ridurre l’indebitamento e aumentare la remunerazione per gli azionisti.
Nello specifico, Eni ha chiuso l’ultimo trimestre dello scorso anno con un utile netto adjusted in rialzo del 35% a 1,2 miliardi di euro. In crescita del 6% è risultati l’ebit rettificato che si è attestato a 2,87 miliardi di euro. Nel periodo il flusso di cassa operativo è cresciuto del 4% a 3 miliardi di euro. Quest’ultimo, andato oltre gli obiettivi presenti all’interno del piano industriale, unito alla gestione attiva del portafoglio, ha permesso di ridurre il debito netto a 9,39 miliardi e portare il rapporto d’indebitamento a un livello storicamente basso del 14%.
Durante il 4° trimestre la produzione di idrocarburi ha proseguito la sua crescita attestandosi a 1,84 milioni di barili equivalenti al giorno, con un aumento del 7% rispetto al 2024. La media annua si è fermata a 1,73 milioni di barili al giorno, con una crescita underlying del 4% al netto delle dismissioni. L’espansione produttiva è stata inoltre sostenuta dall’avvio di sei progetti chiave dislocati in Angola, Indonesia, Norvegia e Congo, unitamente alla regolarità operativa dei giacimenti esistenti.
Per l’intero anno, l’utile netto rettificatoè pari a 4,98 miliardi di euro, con una leggera flessione del 5%, mentre l’Ebit rettificato è sceso del 15% a 12,23 miliardi di euro.
In attesa del capital markets update in programma il prossimo 19 marzo, Eni ha anticipato alcuni target per il 2026. Il Gruppo guidato da Claudio Descalzi ha confermato investimenti lordi per 7 miliardi e investimenti netti intorno a 5 miliardi. La produzione di idrocarburi prevista in crescita in linea con gli obiettivi del Piano Industriale 2025-2028. Il rapporto debito/patrimonio netto è stimato tra il 10% e il 15%, assumendo un prezzo del Brent di 62 dollari al barile.
Azioni Eni: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire come si stanno muovendo le azioni Eni sulla Borsa italiana. Con volumi sempre interessanti è una seduta contrassegnata da acquisti, con un guadagno superiore all’1% sui nuovi top di periodo oltre i 19 euro.
Con tutti i time frame e gli indicatori di forza impostati al rialzo, le attese sono per una continuazione del trend ascendente. I prossimi obiettivi rialzisti sono posti sulla soglia dei 20 euro. Sopra tali livelli i prossimi target sarebbe situati sui 19 euro e successivamente la soglia dei 20 euro, che rappresentano i top degli ultimi 12 anni. Nel caso in cui anche tali aree dovessero essere superate, si avrebbe un ulteriore rafforzamento della struttura grafica di fondo.
In questo contesto eventuali prese di beneficio che dovessero riportare i corsi in direzione dei 18 euro, minimi degli ultimi mesi e dove troviamo l’indicatore daily del Supertrend, potrebbero rappresentare delle nuove occasioni di acquisto.
Al contrario, la perdita dei livelli sopra menzionati dovrebbe aprire la strada a una fase correttiva più marcata, con un primo obiettivo i 17,5 euro e successivamente che avrebbe come primo obiettivo i 17-16,90 euro, dove transita la trendline ascendente che parte dai minimi toccati nel mese di aprile dello scorso anno.
La mancata tenuta di questi supporti farebbe proseguire le vendite prima in direzione dei 16,40-16,30 euro e successivamente i minimi degli ultimi 4 mesi situati sui 15,6 euro. La violazione di questi ultimi livelli andrebbe a indebolire il quadro grafico di medio periodo, con prossimi obiettivi i 15,17 euro, dove non solo verrebbe chiuso il gap-up lasciato aperto lo scorso 23 ottobre ma dove transita la media mobile di lungo periodo.
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