Azioni Eni: i target dopo l’aumento di dividendo e buyback

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Sulla Borsa italiana è una giornata al momento all’insegna della cautela per le azioni Eni, che rimangono insensibili ad alcune dichiarazioni arrivate dall’a.d. Claudio Descalzi.

Parlando a un evento online il manager ha confermato l’impegno da parte del gruppo non solo ad aumentare il dividendo per l’anno in corso del 5%, ma a dare il via a un piano di riacquisto di azioni proprie, il cui valore complessivo dovrebbe avvicinarsi agli 1,5 miliardi di euro.

Come è stato indicato nel Piano strategico 2025-2028, presentato al mercato lo scorso 27 febbraio, il cane a sei zampe aveva dichiarato l’intenzione di distribuire tra il 35% e il 40% del cash flow from operations annuale sotto forma di dividendi e di buyback. In presenza di un aumento del cash flow from operations, rispetto a quanto previsto dal piano, la società potrebbe destinare al buyback fino al 60% della cassa addizionale, portando l’investimento fino a un massimo di 3,5 miliardi di euro.

 

Azioni Eni: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a scoprire come si stanno muovendo le azioni Eni a Piazza Affari e le possibili strategie di breve termine. Con volumi al momento non eccezionali è una giornata all’insegna della cautela, le quotazioni scambiano nei pressi di 14,20 euro.

Con un’impostazione di breve e medio periodo al rialzo il superamento dei 14,50 euro, che rappresentano i massimi del 2025, andrebbe a rafforzare il quadro grafico di fondo. In questo caso le azioni dovrebbero proseguire il loro recupero in direzione dei 14,85 euro e successivamente i 15 euro, dove verrebbe chiuso il gap-down lasciato aperto il 16 maggio dello scorso anno.

Lasciandosi alle spalle tali aree resistenziali, si dovrebbe assistere a una prosecuzione del movimento ascendente in prima battuta verso i 15,25-15,30 euro e successivamente i massimi degli ultimi 6 anni situati nei pressi della soglia dei 16 euro. In questo quadro rialzista, tutte le prese di beneficio in direzione dei 13,70 euro, dove troviamo l’indicatore daily del Supertrend, potrebbero essere viste come delle nuove occasioni di acquisto.

Al contrario, la perdita di questi ultimi livelli potrebbe aprire la strada a una fase correttiva di breve che potrebbe essere sfruttata per operazioni short. In questo caso il primo target sarebbe posizionato sui 13,50 euro, dove troviamo sia la media mobile di lungo periodo che di medio periodo, e successivamente la soglia dei 13 euro.

Nel caso in cui anche questi supporti dovessero essere violati, si assisterebbe a una continuazione della discesa verso i 12,55-12,5 e successivamente i 12,10 euro. La perdita di tali supporti dovrebbe far proseguire le vendite in direzione degli 11,66 euro, dove verrebbe chiuso il gap-up lasciato aperto lo scorso 14 aprile, e successivamente i minimi dello scorso mese di aprile situati sulla soglia degli 11 euro.

 

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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