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Azioni Eni: titolo pronto a test delle prime resistenze?

Azioni Eni: titolo pronto a test delle prime resistenze?

In un contesto di mercato debole è al contrario un inizio di settimana in leggero rialzo per le azioni Eni, con la società che nelle ultime ore ha siglato un accordo con Rina, multinazionale genovese di ispezione, certificazione e consulenza ingegneristica. Nello specifico l’obiettivo è quello di mettere in campo delle iniziative congiunte per contribuire, in particolar modo nel settore navale, al processo di transizione energetica e di decarbonizzazione delle rispettive attività. Tutto ciò andrà non solo a rendere il trasporto marittimo più sostenibile ma verranno anche soddisfatte le esigenze di armatori e operatori logistici.

Nel dettaglio l’accordo prevede l’utilizzo a bordo non solo di biocarburante Hvo, che viene prodotto dal cane a sei zampe nelle sue bioraffinerie di Gela e Venezia, ma anche di altri vettori energetici, come possono essere l’idrogeno e l’ammoniaca  provenienti da materie prime biogeniche, rinnovabili o di scarto che non entrano in competizione con la filiera alimentare. Da sottolineare inoltre che l’accordo di queste ore prevede lo sviluppo di ulteriori iniziative, con l’intento di realizzare sperimentazioni e progetti pilota anche nell’ambito dei processi di cattura a bordo delle emissioni di Co2, nell’ottica di contribuire a perseguire quegli obiettivi di sostenibilità del settore navale.

 

Azioni Eni: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere che suggerimenti può darci l’analisi tecnica sull’azione quotata a Piazza Affari. E’ un inizio di settimana in leggero territorio positivo per il titolo Eni, con le quotazioni che passando di mano oltre i 13,20 euro cercano di allontanarsi dai forti supporti e minimi degli ultimi 2 mesi posti sulla soglia dei 13 euro. Nel breve termine per dare continuità agli acquisti odierni i prezzi dovrebbero portarsi oltre i 13,35-13,40 euro, dove transita la trendline discendente che parte dai top di aprile in area 14 euro, sopra i quali ci dovrebbero essere degli allunghi verso i 13,70-13,75 euro e a seguire i massimi di aprile. Dal punto di vista operativo il superamento di queste aree resistenziali riattiverebbe quel rialzo innescatosi nel mese di marzo da area 12 euro e che avrebbe dei prossimi target ascendenti in area 14,50 euro e a seguire sui massimi del 2023 posti sui 15 euro.

Al contrario una discesa dei corsi sotto i 13 euro farebbe proseguire correttivo presente nelle ultime ottave e che avrebbero come primo obiettivo i 12,50-12,60 euro, dove transita la trendline rialzista innescatosi dai minimi dello scorso mese di settembre. Un’eventuale violazione di quest’ultimi sostegni andrebbe ad indebolire ulteriormente il quadro grafico di fondo con nuovi target situati sui 12 euro e successivamente gli 11,70 euro. Fondamentale, nel caso si realizzasse questa view, sarebbe la tenuta di queste aree supportive per evitare un possibile ritorno del ttolo sui minimi dello scorso settembre in area 10,50 euro.

 

 

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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