Le azioni europee rischiano un sell-off importante, con le più grandi società del Vecchio continente che stanno rivedendo la guidance al ribasso per il 2024. L’avvertimento arriva dagli strategist di Bank of America, i quali reputano che nella stagione delle trimestrali in corso i tagli agli obiettivi di profitto siano “ben al di sopra rispetto ai quattro trimestri precedenti”.
Fino a poco tempo fa, gli indici azionari erano sostenuti proprio dall’aumento delle stime degli analisti sugli utili. Ora il sentiment sembra essere cambiato. Gli investitori hanno fatto proprie le preoccupazioni delle società sulle prospettive per il resto dell’anno a causa del quadro macroeconomico incerto. “Sebbene i risultati del secondo trimestre siano stati complessivamente decenti, la stagione ha comunque spaventato il mercato a causa dei segnali di stress dei consumatori”, hanno scritto gli strategist di BofA. Tra le cause il crollo della domanda dalla Cina, soprattutto in relazione al settore del lusso, ma anche il rallentamento sorprendente del business negli Stati Uniti. “La domanda fiacca in Cina è stata accompagnata da una debolezza a sorpresa negli Stati Uniti, con entrambe le regioni che rappresentano un problema particolare per i beni di lusso, i beni di consumo di base e le auto” hanno affermato dalla banca d’affari americana.
Il monito di BofA è accompagnato da quello degli strategist di Bloomberg Intelligence, Laurent Douillet e Kaidi Meng, che hanno sottolineato come, al 24 luglio, le aziende europee che hanno tagliato la guidance abbiano registrato un calo del 3% delle stime degli utili per azione su base mediana. “I tagli alla guidance da parte di società di alto profilo e le prese di profitto su aziende con rating elevato stanno dominando i titoli dei giornali e spingendo al ribasso gli indici azionari europei” hanno scritto gli strategist in una nota.
Azioni europee: cosa aspettarsi ora?
Stando alla piega presa dalla situazione, per le azioni europee potrebbero arrivare tempi duri, visto che un numero maggiore di analisti ha rivisto al ribasso le previsioni sugli utili. In un quadro macroeconomico impegnato da molte sfide, correlate all’enorme incertezza a livello geopolitico, le aziende potrebbero fare molta fatica a generare profitti più elevati.
Nel mese di luglio, nell’eurozona l’attività del settore privato è cresciuta di poco, con Francia e Germania che destano le maggiori preoccupazioni. In particolare sono in apprensione le aziende esposte alla Cina in termini di profitti, perché devono affrontare una debole domanda dei consumatori, mentre la seconda potenza economica mondiale sta faticando a riprendersi dal duro colpo subito negli ultimi anni dalla crisi immobiliare e dal Covid-19. Tuttavia, gli strategist di Morgan Stanley sono ottimisti in quanto, a loro avviso, “il rapporto tra le previsioni sugli utili in questa stagione di rendicontazione rispetto a quelle attualizzate tornerà a essere positivo, sulla scia di una ripresa dei guadagni”.









