Le azioni europee della difesa hanno frenato la loro corsa questa estate. Dopo il picco registrato a giugno, l’indice Bloomberg dei titoli militari del Vecchio continente è scivolato di 3,8 punti percentuali. Ciò ha attenuato il rally da inizio anno che ha portato il benchmark a un guadagno di quasi tre quarti il suo valore iniziale. In particolare, si è distinto il colosso tedesco Rheinmetall, con una performance nel 2025 di circa il 190%, che sale a oltre il 1.700% da quando la Russia ha invaso l’Ucraina nel febbraio 2022.
In questo articolo:
- Azioni europee difesa: ecco perché il rally si è arenato
- Azioni europee difesa: in caccia di nuovi catalizzatori
- Valutazioni troppo elevate?
Azioni europee difesa: ecco perché il rally si è arenato
Il rally delle azioni europee della difesa ha trovato forza finora nell’espansione delle spese militari dei governi, alla luce delle tensioni internazionali. L’Unione europea ha concordato con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump di portare la spesa per la difesa al 5% del Pil nell’ambito della permanenza alla Nato. Lo sforzo finanziario è enorme per i membri del blocco, essendo che attualmente in media l’esposizione non arriva al 2%. In tale contesto, la minaccia della Russia di Vladimir Putin ha scatenato una corsa al riarmo a Bruxelles, con la Commissione europea che ha pianificato un impegno da 800 miliardi di dollari. A ciò si sono aggiunti anche i piani della Germania, che dopo la storica modifica costituzionale per rimuovere i vincoli fiscali di bilancio, prevede investimenti per 1.000 miliardi di dollari, di cui la metà per la difesa.
Tutto questo ha alimentato l’aspettativa di un aumento considerevole della domanda degli ordini per le aziende europee operanti nel settore, quali soprattutto Rheinmetall, Leonardo e Thales. Cosa è cambiato questa estate? Gli ordini ancora non ci sono e gli investitori sono diventati impazienti. “Il problema è che i mercati speravano in qualcosa di più”, ha affermato Will McIntosh-Whyte, gestore di fondi presso Rathbones Asset Management. “Gli investitori devono essere cauti nel pagare più del dovuto per azioni i cui guadagni sono stati alimentati dalla promessa di ordini che devono ancora materializzarsi”. Tra l’altro, stanno crescendo le pressioni degli Stati Uniti su Putin per far terminare la guerra in Ucraina. Venerdì 8 agosto scade l’ultimatum lanciato da Trump al Cremlino: se non ci sarà un accordo di pace, scatteranno sanzioni pesanti alla Russia.
Azioni europee della difesa: in caccia di nuovi catalizzatori
Venuto meno il principale catalizzatore costituito dai piani di spesa per la difesa, le azioni del settore ora hanno bisogno di qualcos’altro affinché gli investitori tornino a comprare come prima. Le trimestrali potrebbero essere un driver importante. Finora la stagione degli utili ha presentato risultati misti in Europa. L’italiana Leonardo e la svedese Saab hanno alzato la guidance e le azioni ne hanno tratto giovamento, ma altri hanno deluso. Bae Systems, ad esempio, non ha aggiornato alcuni obiettivi finanziari chiave, mentre la francese Dassault Aviation ha mancato le aspettative di ricavi e utili. L’attesa ora è per domani, quando scenderà in campo il produttore tedesco di carri armati e missili Rheinmetall. Saïma Hussain, analista di Alphavalue ha avvertito che “se gli ordini dovessero non essere all’altezza, ad esempio a causa di problemi della catena di approvvigionamento o di aggiudicazioni più lente dei contratti nell’Ue, il titolo potrebbe subire pressioni”.
Valutazioni troppo elevate?
Ciò che sta disincentivando gli investitori all’acquisto delle azioni europee della difesa in questo momento sono anche le valutazioni elevate del settore. Un paniere di titoli del settore di Goldman Sachs scambia a circa 31 volte gli utili previsti, oltre il doppio della media dei multipli delle società della regione. “Se queste valutazioni si basano sul fatto che la Nato raggiunga il 5% di spesa per la difesa entro il 2035, allora penso che il mercato sarà deluso”, ha affermato McIntosh-Whyte. Anche Loredana Muharremi, analista di Morningstar, è pessimista. “Riteniamo che gran parte della crescita prevista si sia già riflessa nelle previsioni del settore e ora siamo in un periodo di stabilizzazione”, ha scritto. Di opinione contraria è Vera Diehl, gestore di portafoglio presso Union Investment Privatfonds GmbH, secondo cui gli ordini per le società della difesa si materializzeranno nei prossimi mesi dopo la pausa estiva. Pertanto, “qualsiasi debolezza delle azioni è un’opportunità di acquisto in questo momento, perché i budget sono aumentati”, ha affermato.









