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Azioni europee: ecco perché il rally potrebbe essere giunto al termine

Azioni europee: ecco perché il rally potrebbe essere giunto al termine

Le azioni europee quest’anno stanno andando meglio delle pari americane. L’indice Stoxx Europe 600 ha guadagnato finora circa il 9%, mentre l’S&P 500 è in crescita di meno di 5 punti percentuali. A determinare questo indirizzo degli investitori verso le Borse del Vecchio Continente il rallentamento della crisi energetica, determinato da un inverno meno rigido rispetto a quanto prefigurato negli scenari più cupi e dal riempimento degli stoccaggi del gas che dovrebbero garantire le forniture per quest’anno e forse anche il prossimo. Ha contribuito anche la riapertura della Cina, dopo le restrizioni Covid-19 attuate dalle autorità di Pechino. L’attività economica dell’Europa è ormai intrecciata con quella del Dragone, fino alla caratterizzazione di una certa dipendenza. Giocoforza, un rallentamento economico della seconda superpotenza mondiale finisce sempre per riflettersi negativamente sull’economia europea e sui mercati azionari.

 

Azioni europee: gli strateghi non credono alla continuazione del rally

Ma quanto durerà il rally delle azioni europee? Secondo gli strateghi intervistati da Bloomberg non molto. A loro giudizio, lo Stoxx Europe 600 chiuderà il 2023 a 455 punti, del 2% in meno rispetto alla chiusura dell’ultima settimana. Milla Savova, strategist di Bank of America, ritiene che nel secondo trimestre la crescita perderà slancio perché “si materializzerà il pieno impatto della stretta monetaria, mentre le previsioni sugli utili verranno declassate”. Per questo, entro il terzo trimestre l’esperto prevede che il principale indice europeo perda circa il 20% del suo valore, con un minimo del ciclo macroeconomico che porterà a un rimbalzo del benchmark a 430 entro la fine dell’anno.

Della stessa opinione risulta essere Mislav Matejka, stratega di JP Morgan, secondo cui “la contrazione dell’offerta di moneta e un’inversione della curva dei rendimenti, che indica una recessione in vista, stanno inviando segnali di avvertimento”. Matejka sottolinea come l’economia reale venga impattata dalla politica monetaria con un ritardo fino a 1-2 anni. Quindi, il rally sarà destinato a svanire durante il primo trimestre. “Il danno è stato fatto, e la ricaduta è probabilmente ancora davanti a noi”, ha asserito.

Secondo l’opinione di Stephane Ekolo, strategist di TFS Derivates, i rischi di recessione non sono diminuiti e i partecipanti al mercato risultano troppo compiacenti. L’esperto si aspetta che gli analisti aumentino il taglio delle stime degli utili. “Data la spirale dei prezzi salariali, i costi elevati dei materiali e l’aumento del costo dell’energia, è probabile che i margini subiscano un impatto negativo”, ha affermato.

Anche Christian Stocker, equity strategist di UniCredit non vede praticamente alcun rialzo per lo Stoxx 600, mantenendo un target price di fine anno a 470. “L’aria è diventata sottile per ulteriori aumenti di prezzo. Con la diminuzione dello slancio della disinflazione, cresce la pressione affinché le Banche centrali aumentino più del previsto”, ha detto.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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