Azioni europee: le banche d'affari tagliano gli obiettivi di prezzo
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Azioni europee: le banche d’affari tagliano gli obiettivi di prezzo

Azioni europee: le banche d'affari tagliano gli obiettivi di prezzo

Le azioni europee sono in crescita oggi con le Borse ben intonate. A sospingere i mercati del Vecchio Continente la possibile evoluzione dei negoziati di pace sul fronte della guerra Russia-Ucraina, dopo la presa di posizione del leader ucraino Volodymyr Zelenskyj. Il capo del Governo di Kiev sembra aver rinunciato a qualsiasi velleità di adesione alla NATO e la diplomazia russa ha annunciato che l’accordo è vicino.

Le azioni salgono anche in scia all’imponente rialzo degli indici cinesi questa notte, dopo la notizia che il Governo di Pechino starebbe per adottare una serie di misure a sostegno dei titoli nazionali quotati all’estero, attraverso un piano di cooperazione con le Autorità statunitensi. I rialzi dei principali listini europei si aggirano intorno al 3% nelle prime ore di contrattazione.

 

 

Azioni europee: le banche d’affari sono scettiche

Le grandi banche d’affari però continuano a mantenersi scettici e abbassano le previsioni sulle azioni europee, per effetto dei rischi ancora alti della guerra Russia-Ucraina, del prezzo troppo alto delle materie prime e dell’inasprimento della politica monetaria da parte della BCE. Dal consueto sondaggio mensile realizzato da Bloomberg che interpella i principali strategist a livello mondiale, risulta che l’indice Stoxx Europe 600 rimarrà abbastanza inalterato entro la fine dell’anno, con gli obiettivi di prezzo che sono stati tagliati in media del 3,7% rispetto all’ultima rilevazione.

Barclays sostiene che l’EPS delle società quotate in Europa si abbasserà, così come i multipli, per via di una crescita economica che risentirà della maggiore incertezza in questo momento a livello generale. Per fine anno, la banca inglese ha ridotto dell’11% a 465 punti l’obiettivo di prezzo per lo Stoxx 600.

Gli strateghi di UBS hanno in pratica dimezzato le previsioni di crescita dell’EPS per il 2022, dal 15% all’8%, il che significa che l’indice europeo cambierebbe poco alla fine dell’anno. Questo rifletterebbe il fatto che le azioni europee subiranno le conseguenze peggiori dall’aumento dell’inflazione e dalla svolta da falco da parte delle Banche centrali, perché l’esposizione verso la Russia è maggiore rispetto ad altri continenti, alimentando in questo modo i timori di una recessione dell’economia.

Bank of America ritiene che le azioni europee vivranno uno scenario sfavorevole determinato dal rallentamento della crescita e dall’aumento dei rendimenti obbligazionari reali. Per tale ragione lo Stoxx 600 precipiterebbe a 410 punti entro il terzo trimestre, terminando l’anno a 430 punti.

Anche JP Morgan ha tagliato il suo obiettivo di prezzo del benchmark europeo da 520 a 500 punti per la fine dell’anno. Tuttavia, si mantiene più ottimista rispetto alle altre banche d’affari perché non vede una discesa significativa delle azioni europee dai livelli attuali.

 

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