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Azioni Ferrari in corsa a Piazza Affari, quali i prossimi target?

Azioni Ferrari in corsa a Piazza Affari: quali i prossimi target rialzisti?

A Piazza Affari non si ferma la corsa delle azioni Ferrari, con i prezzi che nella seduta odierna si portano sui massimi di sempre. E lo fanno proprio nel giorno in cui ad Amsterdam i soci del cavallino rampante sono chiamati ad approvare i risultati di bilancio dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2022. L’appuntamento odierno è stata anche l’occasione per John Elkann di fissare i target del cavallino rampante per i prossimi anni. Infatti dopo aver lanciato nel 2022 due auto sportive come la 29 GTS ed il Suv Purosangue, che garantiscono un numero record di ordini fino al 2024, gli obiettivi entro il 2026 saranno quelli di presentare non solo 15 nuovi modelli ma soprattutto la nuova Ferrari completamente elettrica. Ricordiamo a questo riguardo che la società si è impegnata a raggiungere entro il 2030 la carbon neutrality. Nel corso dell’assemblea odierna è stato approvato un dividendo di 1,81 euro per azione, in pagamento il prossimo 5 maggio, e rinnovata l’autorizzazione ad un buy back fino ad un massimo del 10% del capitale sociale.

Ricordiamo infine che ad impattare nelle ultime ore sul sentiment del titolo anche il nuovo accordo firmato con Samsung Display, il cui obiettivo sarà quello di sviluppare soluzioni di display all’avanguardia da poter poi implementare nei modelli di nuova generazione del cavallino rampante. Nel dettaglio l’azienda coreana andrà a sviluppare un’innovativa soluzione di visualizzazione automobilistica adatta a un marchio di supercar di lusso con tecnologia Oled, al fine di supportare la trasformazione digitale della Ferrari.

 

Azioni Ferrari: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere cosa aspettarsi dal titolo per le prossime giornate. E’ una giornata all’insegna degli acquisti quella odierna per il titolo Ferrari, con le quotazioni che si portano sui massimi di sempre oltre i 257,50 euro. Nel breve periodo una conferma dei corsi oltre queste aree resistenziali, andrebbe non solo a rafforzare il trend primario in atto, ma aprirebbe le porte per ulteriori allunghi che avrebbero un prossimo obiettivo situato sui 270 euro e successivamente l’area dei 280 euro. In questo contesto eventuali fasi correttive che riportassero i prezzi in direzione dei minimi di marzo in area 240 euro, verrebbero lette dal mercato come delle potenziali occasioni di acquisto.

Al contrario una discesa sotto questi sostegni dovrebbero aprire la strada ad una fase correttiva, che avrebbe un primo target ribassista situato sui 225-230 euro e a seguire dirigersi verso gli ex massimi di agosto e novembre 2022 situati in area 215 euro. Dal punto di vista operativo fondamentale sarà poi la tenuta di questi supporti, dove transita anche la trendline ascendente che parte dai minimi dello scorso giugno, per evitare un indebolimento del quadro grafico con possibili discese verso i 209 euro, dove verrebbe chiuso il gap-up lasciato aperto lo scorso 9 gennaio, e successivamente i minimi di dicembre in area 195-197 euro.

 

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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