Azioni Fincantieri: quali impatti in Borsa dopo contratti con Viking?

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A Piazza Affari è una giornata volatile e con volumi in aumento per le azioni Fincantieri. Il gruppo della cantieristica ha comunicato, poco prima dell’apertura delle contrattazioni, di aver ricevuto nuove commesse. Nello specifico, con Viking sono stati firmati i contratti per la costruzione di due nuove navi da crociera che saranno consegnate nel 2030, il cui valore è compreso tra i 500 milioni di euro e il miliardo di euro. Si tratta di navigli di piccole dimensioni, con una stazza di oltre 54.000 tonnellate e potranno ospitare 998 passeggeri in 499 cabine. Inoltre i due gruppi si sono accordati per 4 ulteriori navi in opzione, la cui consegna sarebbe prevista tra il 2031 e il 2032. La partnership tra Fincantieri e Viking, nata nel 2012, ad oggi vanta un totale di 22 navi.

Le nuove unità saranno costruite nel pieno rispetto delle norme ambientali e dei regolamenti di navigazione più recenti e saranno equipaggiate con i più avanzati sistemi di sicurezza. Potranno vantare innovazioni all’avanguardia, sviluppate grazie alla costante collaborazione tra le due società per lo sviluppo di carburanti verdi e di sistemi di generazione di energia sostenibili a zero emissioni.

 

Azioni Fincantieri: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a scoprire come si stanno muovendo le azioni Fincantieri sulla Borsa italiana. Dopo un’apertura in gap-up nei pressi dei 5,09 euro, con volumi già 4 volte la media giornaliera mensile, il titolo si è indebolito e i prezzi sono scesi sotto l’area dei 5 euro. Dal punto di vista operativo, il mancato ritorno oltre questi livelli dovrebbe far proseguire le vendite prima in direzione dei 4,75-4,70 euro, dove troviamo sia la trendline ascendente che parte dai minimi dello scorso mese di settembre che la media mobile di lungo periodo, e successivamente verso i 4,60 euro, nei cui pressi transita l’indicatore giornaliero del Supertrend.

La perdita di questi supporti dovrebbe far proseguire la fase correttiva prima verso i 4,40 euro, minimi dello scorso mese di settembre, e successivamente i 4,25-4,20 euro. Nel caso si verificasse questo scenario, fondamentale sarebbe la tenuta di tali livelli per evitare un pericoloso indebolimento del quadro grafico, con possibili ulteriori discese fin verso la soglia psicologica dei 4 euro.

Al contrario, la ripresa dei 5 euro dovrebbe far proseguire alle azioni il recupero che ha caratterizzato l’ultimo mese, con un primo obiettivo i 5,10-5,15 euro e in seguito i 5,25.5,30 euro. Il superamento di queste aree resistenziali aprirebbe la strada per andare a mettere sotto pressione i massimi degli ultimi 5 mesi in area 5,50-5,60 euro. Nel caso in cui il titolo avesse la forza di lasciarsi alle spalle questi ultimi livelli, aumenterebbero le possibilità di andare a rivedere i massimi annuali oltre la soglia dei 6 euro, con target intermedi sui 5,75.5,80 euro.

 

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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