Azioni Fincantieri: rimbalzo in vista dopo accordo con Dong Fang Offshore?

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La risposta della Cina con dazi al 34% sui beni importati dagli USA, alza il livello della guerra commerciale, spingendo i mercati azionari in deciso territorio negativo. In una giornata all’insegna del panico non si salvano le azioni Fincantieri, su cui nullo è l’impatto del nuovo contratto firmato dal gruppo cantieristico navale, tramite la propria controllata norvegese Vard. Quest’ultima ha ottenuto una commessa da Dong Fang Offshore, che fornisce servizi di costruzione, operazioni e manutenzione nel settore energy, eolico offshore e telecomunicazioni, riguardante la progettazione e costruzione di una nave per operazioni subacquee offshore.

Lo scafo sarà realizzato presso il cantiere Vard in Romania, mentre l’allestimento finale e la consegna avverranno presso Vard Søviknes in Norvegia, con consegna prevista entro il secondo trimestre del 2027. Il valore dell’accordo è pari a 113,5 milioni di euro e prevede anche un’opzione per la realizzazione di ulteriori navi.

La nuova unità, lunga oltre 121 metri e larga 23 metri, sarà una piattaforma versatile e attrezzata per operazioni subacquee, interventi di manutenzione e posa di cavi, grazie alle sue ottime capacità di manovrabilità e stabilità in mare. Potrà ospitare fino a 130 persone e sarà dotata tra l’altro sia di un ponte di volo per elicotteri.

 

Azioni Fincantieri: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come si stanno muovendo le azioni Fincantieri a Piazza Affari. Con volumi che a fine giornata dovrebbero essere superiori alla media giornaliera mensile, è una seduta in deciso ribasso, con un calo di quasi il 6% in area 9,55 euro. Dal punto di vista operativo, il movimento odierno indebolisce nel breve e medio periodo la struttura grafica, con le quotazioni che hanno violato al ribasso l’importante indicatore del Supertrend situato nei pressi dei 9,8 euro. Nel caso in cui le azioni non dovessero recuperare quest’ultimo livello, dovremmo assistere a ulteriori ribassi con un prossimo obiettivo ribassista sui minimi odierni a 9,2 euro e in seguito gli 8,80-8,70 euro, dove verrebbe messa sotto pressione la trendline discendente che parte dai minimi dello scorso mese di novembre e congiunge i minimi di febbraio 2025. Dal punto di vista operativo, la violazione di tali supporti andrebbe a deteriorare ulteriormente il quadro grafico, con possibili nuove discese prima in direzione degli 8 euro, dove verrebbe chiuso il piccolo gap-up lasciato aperto lo scorso 17 febbraio.

Al contrario, il ritorno delle quotazioni sopra i 9,8 euro dovrebbe favorire una ripresa del trend primario ascendente, con primi obiettivi gli 11 euro e successivamente i massimi di periodo in area 11,60 euro. Nel caso in cui questi livelli resistenziali dovessero essere lasciati alle spalle si avrebbe un rafforzamento del quadro grafico, con possibili espansioni dei guadagni fin verso i 12,50 euro e obiettivi intermedi nei pressi dei 12 euro.

 

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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