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Azioni Fincantieri: lo scenario tecnico dopo il via all’aumento di capitale

Il cantiere navale di Fincantieri a Genova

A Piazza Affari proseguono le forti vendite sulle azioni Fincantieri. Sulle quotazioni si scarica non solo l’aumento di capitale ma anche il raggruppamento azionario deciso dal colosso delle costruzioni navali. Nella giornata di ieri il Consiglio di amministrazione del gruppo cantieristico ha esercitato la delega per aumentare il capitale sociale fino a un importo massimo di 500 milioni di euro, comprensivo di eventuale sovrapprezzo, da offrire in opzione agli aventi diritto,  connesso all’operazione di raggruppamento azionario.

Il rafforzamento patrimoniale servirà alla società, guidata da Pierroberto Folgiero, per finanziare l’acquisto della divisione subacquea UAS da Leonardo, il cui valore si avvicina ai 415 milioni di euro. Il valore è composto da una componente fissa di 300 milioni di euro e una variabile per massimi 115 milioni legata al raggiungimento di determinati obiettivi di performance per l’anno in corso. Da sottolineare che Cassa depositi e prestiti (CDP), uno degli azionisti principali di Fincantieri, ha assunto l’impegno a sottoscrivere le nuove azioni per un importo massimo di 287 milioni di euro.

L’acquisizione di UAS, unita a quella di Remazel, è attesa avere effetti positivi sugli obiettivi presenti nel Piano industriale 2023-2027, sia in termini di risultati netti che di sviluppo  della marginalità.

Per quanto riguarda il raggruppamento azionario, dal prossimo 17 giugno, verrà attribuita una nuova azione ordinaria ogni 10 azioni ordinarie esistenti. Anche questa notizia è stata letta negativamente dagli investitori, in quanto ogni qualvolta c’è un raggruppamento ordinario il mercato tende a vendere le azioni in quanto reputa caro il nuovo prezzo.

 

Azioni Fincantieri: analisi tecnica e strategie operative

È una giornata all’insegna delle forti vendite per le azioni Fincantieri a Piazza Affari. I prezzi si muovono all’interno di un trend ribassista in atto da due mesi e si attestano in area 0,53 euro, dove transita la trendline discendente che parte dai massimi del 2021 e si congiunge con i top dello scorso anno.

Dal punto di vista operativo fondamentale sarà la tenuta di tali livelli, per evitare un ulteriore e pericoloso indebolimento del quadro grafico, con prossimi obiettivi situati sulla soglia degli 0,5 euro. Nel caso in cui anche questi ultimi sostegni dovessero essere violati, aumenterebbero le chance di un ritorno sui minimi degli ultimi 4 anni posti sugli 0,4 euro, con target intermedio a 0,47 euro.

Al contrario, solo con il recupero degli 0,56 euro, dove transita la media mobile di lungo periodo, l’azione porrebbe la basi per un iniziale recupero in direzione degli 0,575 euro. Il superamento di queste aree resistenziali dovrebbe far proseguire gli acquisti verso gli 0,6 euro, dove troviamo l’indicatore giornaliero del Supertrend, e successivamente nelle vicinanze degli 0,63 euro. Nel caso in cui tali livelli dovessero essere lasciati alle spalle, si assisterebbe a ulteriori apprezzamenti per il titolo fin verso gli 0,65-0,66 euro, nei cui pressi troviamo la media mobile a 50 sedute.

 

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AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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