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Azioni Generali: lo scenario dopo l’approvazione del Ddl Capitali

L'immagine mostra una sede di Generali in Repubblica Ceca

Il Parlamento ha approvato la scorsa settimana il Ddl capitali che cambia la governance delle società quotate in Borsa. Due i punti cruciali del provvedimento, apprezzato anche da Assonime, molto diverso da quello immaginato inizialmente dal Ministero dell’economia e delle finanze sulla scia del lavoro avviato a suo tempo dal premier Mario Draghi e dall’allora titolare del dicastero, Daniele Franco, e inizialmente recepito dal ministro Giancarlo Giorgetti.

La prima novità di rilievo riguarda il premio ai soci più fedeli nel tempo: chi detiene le azioni di una società da dieci anni avrà maggiori diritti di voto in assemblea e cioè dieci voti anziché due in base alle azioni possedute. Quella del voto “maggiorato” è una regola in vigore sui mercati più avanzati, da Londra all’Olanda, ma che fa storcere il naso ai fondi internazionali che di solito non restano a lungo in una società. La norma è però temperata dal fatto che la maggiorazione dei diritti di voto non è automatica ma richiede l’approvazione dell’assemblea dei soci.

La norma più controversa è però quella che riguarda la disciplina più restrittiva dell’adozione della lista del Cda uscente per la nomina dei nuovi amministratori. Da ora in poi sarà richiesto un quorum di 2/3 con una doppia votazione, prima sulla lista e poi sui singoli consiglieri. La norma, caldeggiata dalla premier Giorgia Meloni, fa piacere al costruttore e finanziere romano Francesco Gaetano Caltagirone che, dopo la schiacciante sconfitta subita nell’ultima assemblea delle Generali dove i fondi internazionali hanno premiato il management guidato da Philippe Donnet, spera di rifarsi nel 2025.

Anche in questo caso i fondi, che guardano prima di tutto ai risultati di una società, sono perplessi. La strada è però segnata: il Governo ha preferito premiare gli azionisti anziché i manager, anche se la prassi internazionale dice il contrario. In futuro la partita potrebbe riaprirsi solo se verrà presentato un nuovo Tuf (Testo unico della finanza) dopo quello ideato da Draghi e da Ciampi alla fine degli anni Novanta.

 

Azioni Generali: l’oscillatore RSI indica un probabile eccesso di rialzo

Le azioni Generali sono decisamente impostato al rialzo nel breve termine, anche grazie alla performance positiva registrata nella seduta di ieri (+1,10%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 21,16, coincidente esattamente con il prezzo di chiusura.

Dopo il minimo toccato lo scorso 20 ottobre sul livello 17,980, l’azione ha drasticamente invertito la propria rotta con un perdurante movimento rialzista posizionato al di sopra di una ben delineata trendline ascendente. Nonostante i fisiologici e rari ritracciamenti, la corsa non si è mai arrestata superando con facilità ogni volta i massimi relativi precedenti. Esattamente come avvenuto anche ieri.

Inutile dire che finché “the trend is your friend” (soprattutto con questa forza) è assolutamente vietato ipotizzare uno storno, mancando tra l’altro pattern di inversione o calo dei volumi. Quindi, chi ha Generali in portafoglio, avrà convenienza a mantenerla. L’unica criticità (solo iniziale) risiede nell’osservazione dell’oscillatore RSI che è appena entrato nella sua area di “ipercomprato” vicino al livello 74.

Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 21,16 con target nell’intorno dei 21,80 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 20,91 con obiettivo molto vicino al livello 20,30. L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sopra dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati rialzisti a fine dicembre. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal.


L’andamento di breve termine del titolo GENERALI

AUTORE

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Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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