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Azioni giapponesi: per Morgan Stanley resilienti a una recessione globale

Azioni giapponesi: per Morgan Stanley resilienti a una recessione globale

Le azioni giapponesi stanno facendo meglio di quelle di altri Paesi quest’anno, in particolare rispetto ai titoli quotati a Wall Street. Da inizio 2022 infatti il TOPIX ha perso quasi il 2%, a fronte di una discesa di circa il 17% dell’S&P 500. Ad aver favorito una migliore performance del benchmark giapponese è la totale divergenza di politica monetaria della Bank of Japan rispetto alla Federal Reserve, con la prima impegnata a mantenere i tassi bassi fornendo stimoli all’economia e la seconda viceversa intenta ad alzare ripetutamente il costo del denaro per combattere l’inflazione.

Lo yen debole che ne è conseguito ha attirato i capitali degli stranieri che trovano più conveniente investire in azioni. La crisi valutaria in questo momento, con lo yen ai minimi rispetto al dollaro dal 1998, non sta riflettendo i fondamentali di un’economia che rimane robusta. Per questo le Autorità giapponesi hanno annunciato interventi per tentare di stabilizzare il cambio. L’aspetto interessante comunque è che il TOPIX è negoziato a meno di 13 volte i guadagni attesi per i prossimi 12 mesi, mentre l’S&P 500 scambia a 18 volte. Questo significa che le azioni giapponesi avrebbero spazio ancora per crescere o comunque risulterebbero meno costose in confronto a quelle del principale listino americano.

 

Azioni giapponesi: per Morgan Stanley sono da comprare

Il pericolo attuale, che vale per tutti i mercati azionari, però si chiama recessione globale. La crisi energetica, unita a un’inflazione che cresce senza sosta, ha messo in crisi le Autorità politiche e monetarie di tutto il mondo. Le principali Banche centrali sono costrette a stringere sulla politica monetaria, alimentando il rischio che l’economia si contragga in maniera molto forte. Un blocco a livello generale inevitabilmente finisce per riverberarsi sulle singole economie e quindi sulle Borse.

Tuttavia, una rassicurazione riguardo le azioni giapponesi arriva da Morgan Stanley, secondo cui esse saranno resilienti a tali pressioni. Gli strateghi della banca d’affari americana affermano che storicamente Tokyo ha sottoperformato durante le recessioni globali, ma questa volta sarà diverso perché gli utili delle società rimarranno solidi grazie al miglioramento della disciplina del capitale e allo yen debole. Morgan Stanley, tra l’altro, vede le azioni giapponesi a sconto, le quali non subiranno alcuna pressione da parte della politica fiscale e monetaria del Giappone, essendo che nel Paese l’inflazione non rappresenta una minaccia.

Inoltre, lo yen rimarrà debole, sottolineano gli analisti della Banca, il che aiuterà le aziende giapponesi che esportano all’estero. Un altro vento favorevole è determinato dal fatto che il Sol Levante ha adottato un approccio molto più cauto riguardo la riduzione delle restrizioni Covid e questo ha contribuito insieme ad altri fattori affinché l’economia nipponica si trovi in una fase diversa rispetto alle altre, precisano gli esperti dell’istituto finanziario a stelle e strisce.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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