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Azioni indiane: ecco perché potrebbero crescere di 10 volte in 20 anni

Azioni indiane: ecco perché potrebbero crescere di 10 volte in 20 anni

Le azioni indiane potrebbero aumentare la loro capitalizzazione di mercato di circa 10 volte nei prossimi 20 anni, secondo Sujan Hajra, capo economista di Anand Rathi Share and Stock Brokers. Oggi la Borsa indiana ha una valutazione di oltre 4.600 miliardi di dollari e Hajra stima che potrebbe arrivare a circa 40.000 miliardi. A sostenere tali considerazioni, la forte crescita economica del Paese e la valuta molto più stabile che trasmettono maggiore fiducia agli investitori.

L’anno finanziario 2023 che si è concluso il 31 marzo ha registrato una crescita del PIL del 7,2% e per il 2024 le stime sono per un balzo del 7,6%. Tra dieci giorni gli indiani sono chiamati alle urne per eleggere il nuovo presidente che, salvo clamorose sorprese, dovrebbe essere ancora Narendra Modi. Questo potrà dare continuità alla politica economica vincente attuata durante la precedente gestione basata sugli investimenti infrastrutturali che hanno avuto un grande impatto sui mercati azionari. “La salita delle azioni indiane è guidata dagli utili reali” attraverso un “processo di crescita del PIL che si converte in aumento degli utili e rendimenti del mercato azionario”, ha affermato Atul Singh, amministratore delegato della società di gestione patrimoniale LGT Wealth India. Tale processo “rimarrà intatto anche nei prossimi 20 anni”, ha aggiunto.

Il mercato azionario potrà essere stimolato da una serie di nuove società che diventeranno pubbliche, ha spiegato Hajra, aggiungendosi alle 220 IPO del 2023 che hanno rappresentato il risultato più alto a livello mondiale. “L’India ha il maggior numero di società quotate al mondo, oltre 6.000”, ha osservato l’esperto. E ora ha “una pipeline di nuovi capitali che può continuare a far salire le valutazioni di mercato”.

 

Azioni indiane: le opportunità

Negli ultimi 8 anni le Borse indiane hanno chiuso in positivo, superando brillantemente alcune delle crisi che hanno colpito gli altri mercati, a cominciare dall’inflazione selvaggia del 2022 che ha costretto le Banche centrali alla più aspra campagna di rialzo dei tassi di interesse degli ultimi 40 anni. Ora però le azioni indiane sono diventate costose, con l’indice BSE Sensex che ha un rapporto price/earnings di 25,44, più alto rispetto a quello delle Borse cinesi ad esempio.

Gli analisti però ritengono che ci sia ancora spazio di crescita per il mercato indiano. Secondo Singh, “le opportunità sono ovunque”, sebbene gli investitori farebbero bene a prestare attenzione al settore dei servizi finanziari perché “ci sono grandi aziende con una forte crescita secolare”.

A giudizio di Sunil Koul, stratega di portafoglio Asia-Pacifico di Goldman Sachs, gli operatori di mercato dovrebbero guardare ai titoli a grande capitalizzazione, in quanto avverrà una rotazione da quelli a mid e small cap. “Una delle nostre opinioni chiave è che si dovrebbe assistere a una rotazione dei mercati. È stato l’anno delle mid e small cap, ma nell’ultimo mese lo scenario sembra essere cambiato”, ha dichiarato.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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