Sulla Borsa italiana è una seduta all’insegna della debolezza per le azioni Intesa Sanpaolo, con una volatilità che è aumentata nelle ultime ore in corrispondenza con l’uscita dei conti dei primi 9 mesi da parte dell’istituto bancario. Questi sono stati caratterizzati da una solida redditività, con profitti in aumento del 5,9% a 7,6 miliardi di euro in linea con un utile che a fine anno dovrebbe superare i 9 miliardi di euro. Nel 3° trimestre l’utile netto della banca ha registrato invece un calo del 9,6% a 2,37 miliardi di euro.
Il risultato della gestione operativa è rimasto sugli stessi livelli del 2024 a 12,48 miliardi di euro, con un cost/income ratio pari al 38,9%, rispetto al 39,1% dei primi 9 mesi dello scorso anno. Sulla stessa falsariga dell’utile netto, anche nel corso del 3° trimestre la gestione operativa ha registrato un calo del 9,2% a 3,93 miliardi di euro.
I proventi operativi netti sono stati pari a 20,43 miliardi di euro, in leggera diminuzione rispetto ai 20,44 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. Su questo dato ha impattato un calo del 6,8% degli interessi netti, mentre le commissioni nette sono aumentate del 5,1% a 7,33 miliardi di euro.
Al 30 settembre 2025 il Cet 1 ratio è risultato pari al 13,9%, rispetto al 13,3% di inizio anno. In discesa dell’1,6% i crediti deteriorati che si sono attestati a 4,84 miliardi di euro, mentre i finanziamenti alla clientela sono diminuiti dello 0,1% a 421 miliardi di euro. L’istituto guidato da Carlo Messina ha ribadito la politica di remunerazione per i propri azionisti. Il payout ratio cash sarà pari al 70% dell’utile netto consolidato in ciascun anno del Piano di Impresa, con un aumento del dividendo per azione relativo all’esercizio 2025 rispetto all’importo relativo al bilancio dello scorso anno. Inoltre, il management non ha escluso un’ulteriore distribuzione per il 2025 da quantificare quando verranno approvati i risultati annuali. Inoltre il consiglio di amministrazione ha deliberato un acconto sul dividendo 2026, relativo all’esercizio 2025, di 0,186 euro per azione per un ammontare complessivo in contanti di 3,24 miliardi di euro.
In occasione dei dati trimestrali il gruppo ha confermato la guidance sul 2025. I ricavi sono visti in crescita, grazie al maggior contributo dell’hedging sulle poste a vista, oltre all’incremento delle commissioni nette e del risultato dell’attività assicurativa, mentre i costi operativi sono stimati in riduzione. Di conseguenza, l’utile netto è previsto ben oltre i 9 miliardi di euro nel 2025.
Azioni Intesa Sanpaolo: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire come si stanno comportando le azioni Intesa Sanpaolo a Piazza Affari. Con volumi in accelerazione e che a fine seduta dovrebbero essere doppi rispetto alla media giornaliera mensile, è una giornata all’insegna della debolezza, con un calo dell’1,5% verso i 5,6 euro. Con un’impostazione di fondo che rimane al rialzo, nel breve periodo tutte le correzioni fin verso i 5,25 euro, minimi degli ultimi 3 mesi e dove troviamo l’indicatore daily del Supertrend potrebbero rappresentare delle nuove occasioni di acquisto.
Nel caso in cui questi sostegni dovessero essere violati si aprirebbero le porte per una fase correttiva più marcata, con un primo obiettivo i 5,15 euro e a seguire i 5-4,95 euro, dove troviamo la media mobile di lungo periodo. Dal punto di vista operativo fondamentale diventerebbe la tenuta di questi ultimi supporti, per evitare ulteriori discese prima verso i 4,75 euro, dove troviamo la trendline ascendente che parte dai minimi di novembre 2023, e a seguire i 4,60-4,55 euro.
Al contrario una conferma dei corsi sopra i 5,25 euro dovrebbero confermare il trend positivo presente sulle azioni, aumentando di conseguenza le possibilità per andare a rimettere sotto pressione i top di periodo, testati anche in queste ore, in area 5,75 euro. il superamento di queste ultime aree andrebbe a rafforzare la struttura grafica di fondo, con prossimi obiettivi i 5,9 euro e successivamente la soglia dei 6 euro.









