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Azioni Intesa Sanpaolo in calo dopo i conti, ma il mercato le sottovaluta

La sede di Intesa Sanpaolo a Torino

Le azioni Intesa Sanpaolo sono in calo dopo la presentazione dei conti relativi al primo trimestre del 2024. A Piazza Affari il titolo perde oltre il 3,5% alle ore 16:00, all’interno di un settore bancario in generale sofferenza. Si registrano infatti cali corposi per Banca MPS (-5%), Bper Banca (-3,3%), Banco BPM (-3,3%), BP Sondrio (-2,3%) e Unicredit (-2,2%). Gli analisti di Kbw, in un commento raccolto da MF, ritengono che a deludere sia stata la conferma dell’outlook su cui gli analisti si aspettavano una revisione al rialzo. Un piccolo neo in una trimestrale altrimenti positiva.

Il problema, tuttavia, non risiede nei risultati della banca guidata dall’amministratore delegato Carlo Messina quando nell’intero settore bancario italiano, penalizzato oggi dagli investitori. Secondo Kaidi Meng e Laurent Douillet di Bloomberg Intelligence “anche se risultati trimestrali solidi, margini di interesse resilienti e deterioramenti del credito contenuti potrebbero favorire revisioni al rialzo delle stime di consensus degli analisti e supportare le valutazioni attuali, il recente rally delle azioni bancarie italiane potrebbe essere un limite a ulteriori rialzi con le notizie positive ormai già scontate dal mercato”.

 

Dividendi in aumento e buyback da 1,7 miliardi di euro

Eppure le notizie positive non sono mancate per gli investitori. In particolare per quanto riguarda le remunerazioni, previste ancora in aumento. Nel primo trimestre sono stati maturati dividendi per 1,6 miliardi di euro. Questa cifra si aggiunge ai 2,8 miliardi di euro di dividendi del 2023 da pagare entro maggio 2024 e al buyback di azioni per 1,7 miliardi di euro che partirà a giugno 2024. Il tutto mantenendo una solidità patrimoniale a livelli elevati come ha sottolineato l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina: “La robusta generazione di capitale ci rafforza ulteriormente: il CET 1 Ratio è superiore al 13,3% già considerando il buy back di 1,7 miliardi che lanceremo a inizio giugno”.

Nel complesso il primo trimestre dell’anno si è concluso con un utile netto di 2,3 miliardi di euro, in aumento del 17,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno passato e in linea con l’obiettivo annuale di oltre 8 miliardi di euro e sopra le attese di consensus. Il margine di interesse netto è salito del 20,8% su base annua e le commissioni nette hanno registrato un incremento del 6,3%, contribuendo a un fatturato che si è attestato a 6,73 miliardi di euro, con un aumento del 5,6% rispetto al primo trimestre del 2023, anche in questo caso al di sopra del consensus. I costi operativi sono saliti dell’1,3% a/a attestandosi a 2,570 miliardi da 2,356 miliardi del primo trimestre 2023, ma in calo del 25,9% rispetto al quarto trimestre dello scorso anno.

 

Azioni Intesa Sanpaolo: il mercato le sottovaluta

L’aumento del dividendo e il nuovo buyback in partenza a giugno non sono bastati per convincere il mercato a comprare le azioni di Intesa Sanpaolo. Il settore bancario italiano sconta diversi fattori che Kaidi Meng e Laurent Douillet di Bloomberg Intelligence hanno messo in evidenza. Tra questi il prossimo taglio dei tassi di interesse in eurozona che andrà a intaccare i margini delle banche europee e il rally che finora ha caratterizzato il comparto. I due principali attori del settore bancario italiano, Intesa Sanpaolo e Unicredit, hanno guadagnato rispettivamente il 30% e il 38% da inizio anno e hanno messo in campo oltre 7 miliardi di euro in riacquisti azionari. Secondo le stime dei due analisti ora i titoli delle banche italiane hanno valutazioni in linea con le medie di lungo termine e un rapporto prezzo/utili (P/E) allineato con quelli delle altre banche europee.

Inoltre il mese di maggio è di solito caratterizzato da debolezza e le azioni bancarie non fanno eccezione. Come evidenziato da Forecaster Terminal il mese in corso ha avuto in media esiti negativi per le azioni di Intesa Sanpaolo sulle statistiche a 5, 10 e 20 anni. Negli ultimi dieci e venti anni solo nel 40% dei casi il mese si è concluso con una performance positiva. Le sofferenze per il titolo potrebbero estendersi fino alla prima settimana di luglio.

Sempre secondo le indicazioni della piattaforma Forecaster, sull’arco temporale di osservazione a 5, 10 e 20 anni le operazioni long che hanno avuto esito positivo sono state solo, rispettivamente, il 20%, il 30% e il 25%. Nonostante questo quadro stagionale negativo, le azioni di Intesa Sanpaolo appaiono ancora sottovalutate rispetto al loro fair value. Utilizzando una media degli indicatori Discounted cash flow, Peter Lynch ed Economic value added, la valutazione del titolo del gruppo bancario dovrebbe essere più alta dell’8,60%.

Nell'immagine le valutazioni di Intesa Sanpaolo rispetto al fair value di Forecaster. Le azioni sono sottovalutate dal mercato
Intesa Sanpaolo è sottovalutata rispetto al suo fair value – Fonte: Forecaster

 

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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