In una giornata di leggero rialzo a Piazza Affari si mettono in luce le azioni Intesa Sanpaolo, anche in scia alle decisioni arrivate dalla BCE in tema di requisito patrimoniale da rispettare. A seguito degli esiti del Supervisory Review and Evaluation Process, a partire dal 1° gennaio 2025, a livello consolidato, il requisito patrimoniale da rispettare complessivamente in termini di Common Equity Tier 1 ratio risulta pari a 9,89%.
I coefficienti patrimoniali dell’istituto guidato da Carlo Messina a livello consolidato al 30 settembre 2024, detraendo dal capitale 5 miliardi di euro di dividendi maturati nei primi nove mesi dell’anno in corso, di cui 3 miliardi di euro elargiti come acconto dividendi lo scorso mese di novembre, e le cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1, sono risultati ampiamente oltre i requisiti voluti dalla BCE. Nel dettaglio il Common Equity Tier 1 ratio si è attestato al 13,9%, rispetto al 13,6% del 2023, mentre il Total Capital Ratio è risultato pari al 19,6%. Proforma il Cet 1 ratio è del 15,2%, rispetto al 14,9% di 12 mesi prima, mentre il Total Capital Ratio si è attestato al 21,1%.
Azioni Intesa Sanpaolo: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire come si stanno muovendo le azioni Intesa Sanpaolo sulla Borsa italiana. Con volumi in diminuzione rispetto alle ultime sedute, è una giornata in leggero rialzo, con le quotazioni che transitano in area 3,835 euro. Dal punto di vista operativo il superamento dei 3,85 euro, dove troviamo l’indicatore giornaliero del Supertrend, darebbe forza all’ultima gamba rialzista innescatasi lo scorso 27 novembre con la formazione di un hammer rialzista. In questo caso dovremmo avere un primo obiettivo sui 3,92 euro e successivamente la soglia dei 4 euro. L’eventuale superamento di queste aree resistenziali, aprirebbe la strada verso i massimi degli ultimi 16 anni situati sui 4,14 euro.
Al contrario, il mancato superamento dei 3,85 euro dovrebbe innescare delle prese di beneficio, con un primo target ribassista i 3,75 euro e successivamente i 3,60 euro dove troviamo la media mobile di lungo periodo. Nel caso in cui questi supporti dovessero essere violati, aumenterebbero le possibilità per andare a rivedere i minimi dello scorso mese di novembre posizionati sulla soglia dei 3,5 euro. Per evitare un pericoloso indebolimento del quadro grafico fondamentale sarà la tenuta di questi ultimi livelli, per evitare nuovi affondi ribassisti fin verso i 3,30-3,20 euro, dove verrebbe testata la trendline ascendente che parte dai minimi dell’ottobre 2022.
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