Il gruppo Iren ha concluso il primo trimestre 2026 con un fatturato pari a 1,8 miliardi di euro, in calo del 13,3% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente. Tra i principali fattori che hanno inciso sul risultato, la flessione dei ricavi energetici, influenzati per oltre 50 milioni di euro dalla diminuzione dei prezzi delle commodity e per oltre 200 milioni di euro dai minori volumi delle forniture energetiche. Il margine operativo lordo si assesta a 417,8 milioni di euro (-0,2%), mentre l’utile netto corrisponde a 129 milioni di euro (-5%), una diminuzione causata dai maggiori ammortamenti e accantonamenti al fondo svalutazione crediti.
“I risultati trimestrali approvati dal consiglio di amministrazione pongono comunque basi solide per la crescita prevista nei prossimi mesi. La performance è sostenuta dal contributo delle attività regolate e semi-regolate, che raggiungono il 73% dell’Ebitda, e dalla continua disciplina nell’esecuzione del piano industriale. La guidance viene pienamente confermata, con un Ebitda previsto in aumento a fine 2026 del +4%, investimenti pari a circa 950 milioni di euro e un utile netto atteso anch’esso in crescita a fine anno del +3% rispetto al 2025, a testimonianza della robustezza della strategia industriale e finanziaria del gruppo” ha commentato Luca Dal Fabbro, presidente esecutivo dell’utility.
Azioni Iren: le quotazioni in rialzo puntano verso la resistenza sul livello 2,854
Quotate a Piazza Affari, le azioni Iren sembrano essere impostate al rialzo nel breve termine, nonostante la performance negativa registrata nella seduta di venerdì (-1,39%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 2,630, per poi andare a chiudere sul finale poco distante a quota 2,642.
In seguito al massimo relativo segnato lo scorso 12 febbraio sul livello 2,868, i titoli Iren hanno radicalmente modificato la propria direzionalità con un prolungato movimento ribassista, sempre posizionato al di sotto di una ben delineata trendline discendente e senza mai effettuare recuperi parziali degni di nota, fino ad arrestare la caduta in prossimità del supporto presente a quota 2,250 (23 marzo).
Da quel momento i corsi stanno reagendo un altrettanto perdurante ma lento rimbalzo che ha buone probabilità di accelerare anche nelle prossime giornate con lo scopo di raggiungere presto la prima resistenza individuabile in area 2,854. L’inversione di tendenza, infatti, sembrerebbe essere confermata dalla presenza sul grafico daily di una precisa configurazione a V di stampo rialzista.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 2,686 con target nell’intorno dei 2,854 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 2,630 con obiettivo molto vicino al livello 2,554. L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sopra dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati rialzisti a inizio aprile. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 54.

L’andamento di breve termine delle azioni IREN









