Sulla Borsa italiana la nuova settimana si è aperta all’insegna dei nuovi record per le azioni Iren, che vengono sostenute dalle notizie riguardanti il prossimo piano industriale del gruppo. Secondo quanto ha affermato nelle ultime ore l’amministratore delegato della società, Gianluca Bufo, il piano dovrebbe essere presentato entro la fine dell’anno e accompagnerà l’utility piemontese al 2035. La strategia sarà quella di continuare a crescere sia per linee interne che esterne, com’è stato fatto di recente con l’acquisizione della multiutility piemontese Egea, continuando a investire tra i 900 milioni di euro e il miliardo di euro all’anno nei diversi settori.
Inoltre, il nuovo piano sarà concentrato su linee d’investimento nel comparto idrico e nella transizione ecologica, con particolare attenzione alla chiusura del ciclo dei rifiuti grazie ai progetti di nuovi termovalorizzatori. A questo proposito diversi progetti sono in fase di studio sia in Liguria che in Calabria.
Azioni Iren: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere come si stanno muovendo le azioni Iren a poche ore dal termine delle contrattazioni. È una giornata all’insegna del consolidamento, con volumi in contrazione rispetto alla media giornaliera mensile, con i prezzi che transitano sui massimi di periodo in area 2,67 euro. Con un’impostazione che su tutti i time frame rimane confermata al rialzo, le attese sono per una continuazione della tendenza ascendente prima in direzione dei 2,7 euro e a seguire i 2,75 euro.
Nel caso in cui anche queste aree dovessero essere messe alle spalle, aumenterebbero le possibilità per le azioni Iren di andare a mettere sotto pressione i top degli ultimi 4 anni situati in area 2,90-2,91 euro. Il superamento di questi ultimi livelli andrebbe a rafforzare il quadro grafico, con nuovi target posti sulla soglia dei 3 euro. In questo contesto, tutte le eventuali prese di beneficio in direzione dei 2,40-2,45 euro, dove troviamo sia l’indicatore daily del Supertrend che la media mobile a 50 giorni, dovrebbero rappresentare delle nuove occasioni di acquisto.
Al contrario, la perdita dei 2,4 euro dovrebbe innescare una fase correttiva più marcata che potrebbe essere sfruttata per aprire posizioni ribassiste. In questo caso si dovrebbe avere un primo obiettivo ribassista nei pressi dei 2,32-2,30 euro e a seguire i 2,25 euro. La perdita di tali supporti dovrebbe far proseguire le vendite verso i minimi dello scorso mese di aprile posti sui 2,10 euro, nelle cui vicinanze troviamo la media mobile di lungo periodo. Fondamentale sarebbe la tenuta di questi ultimi sostegni per evitare un deciso indebolimento del quadro grafico, con successivi target posizionati sui minimi degli ultimi 5 mesi, vicini alla soglia dei 2 euro.
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