Azioni Iveco: buy o sell dopo contratto con l’Esercito italiano?

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A Piazza Affari, la prima seduta del nuovo anno è all’insegna delle vendite per le azioni Iveco, al momento insensibili al nuovo contratto siglato dall’azienda. Il gruppo, in consorzio con Oto Melara, controllata di Leonardo, ha sottoscritto un nuovo accordo con l’Esercito italiano per la fornitura di 76 VBM Plus, 60 Combat e 16 Controcarro, supporto logistico integrato e relativi veicoli di supporto al combattimento.

La commessa si inserisce nella prosecuzione della fornitura dei veicoli blindati medi per la Seconda brigata media dell’Esercito. Il contratto prevede l’adeguamento della configurazione della piattaforma VBM alla versione “PLUS” e la fornitura del supporto logistico integrato pluriennale relativo a tutte le piattaforme acquisite, oltre ai veicoli recupero e soccorso 10×10 che garantiscono la continuità logistica con le piattaforme tattiche in servizio e rappresentano un’eccellenza in termini di mobilità e protezione.

 

Azioni Iveco: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo a vedere come si stanno comportando le azioni Iveco sulla Borsa italiana. Con volumi che a metà seduta sono già pari alla media giornaliera mensile, è una giornata in deciso territorio negativo per il titolo che, con un calo del 3%, si avvicina alla soglia dei 9 euro. Dal punto di vista operativo, fondamentale sarà la tenuta di tali supporti, che rappresentano i minimi degli ultimi 2 mesi, per evitare un ulteriore indebolimento del quadro grafico, con prossimi obiettivi gli 8,7 euro e a seguire i minimi dello scorso mese di settembre in area 8,40-8,35 euro.

Al contrario, solo con la ripresa dei 9,6 euro, massimi della passata settimana, il titolo potrebbe porre la basi per un recupero, con un primo target sui 9,60-9,65 euro e in seguito i massimi degli ultimi 4 mesi posti sui 10-10,2 euro, nei cui pressi troviamo l’indicatore giornaliero del Supertrend. Nel caso in cui le azioni riuscissero a mettersi alle spalle queste aree resistenziali, si avrebbe un deciso rafforzamento del trend, con possibili allunghi verso i 10,5 euro, dove troviamo la media mobile di lungo periodo, e a seguire gli 11-11,20 euro.

 

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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