Azioni Kering: miglior trimestre di sempre, si vede la mano di De Meo?

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L’arrivo in Kering del nuovo amministratore delegato Luca de Meo a giugno ha mandato in orbita le azioni della casa di moda francese. Il titolo in Borsa ha guadagnato il 64% da quando è stata divulgata la notizia, mentre nel terzo trimestre la performance è risultata del 53%, la più ampia di sempre in tre mesi. Negli ultimi dieci anni, le azioni Kering hanno ottenuto un rendimento annuo appena del 3,8%, molto al di sotto di quelle dei rivali Lvmh (+13%) e Hermes International (+21%). Ora il mercato sta apprezzando l’impegno dell’ex amministratore delegato di Renault di tagliare i costi dell’azienda e rivedere la governance di Gucci, il principale marchio del gruppo fondato da François Pinault. In questo articolo:

 

  • Il problema di Gucci
  • Le azioni Kering sono da comprare?

 

Il problema di Gucci

Gucci è stato uno dei punti deboli di Kering nell’ultimo triennio. Il marchio ha affrontato stravolgimenti nella dirigenza, con quattro amministratori delegati che si sono succeduti da settembre 2023. I problemi si sono estesi al design, con un turnover di tre stilisti dopo che Alessandro Michele ha abbandonato l’azienda nel novembre 2022. I ricavi di Gucci sono scesi per otto trimestri consecutivi, complice il mercato del lusso indebolito, in particolar modo in Cina. Le aspettative per il terzo trimestre, i cui dati verranno rilasciati il 22 ottobre, non sono delle migliori. Gli analisti si aspettano ancora una trimestrale sottotono.

Risollevare il marchio di Gucci non sarà facile, ma se de Meo riuscirà nell’impresa le azioni Kering potrebbero trarne grande beneficio. Il mercato già sta scontando questa eventualità, mentre nel frattempo aspetta una ripresa generale del settore del lusso. “Gucci dovrebbe essere in grado di riguadagnare i suoi prezzi e la sua desiderabilità a lungo termine”, ha affermato Jelena Sokolova, analista di Morningstar. “Anche se i catalizzatori non sono chiari, dobbiamo ancora vedere un marchio del riconoscimento e delle dimensioni globali di Gucci cadere definitivamente fuori moda”.

 

Le azioni Kering sono da comprare?

Non solo il mercato sta premiando le azioni Kering sulla svolta del nuovo a.d. de Meo, anche gli analisti sono diventati più ottimisti. Negli ultimi tre anni erano stati molto più ribassisti sul proprietario di Gucci rispetto ai suoi concorrenti. Oggi 10 analisti hanno un rating di vendita su Kering, 15 raccomandano di tenere il titolo e solo 7 consigliano l’acquisto. Al confronto, Lvmh ha solo un rating “sell” e Hermes “due“. L’obiettivo medio per le azioni Kering è di 225,45 euro, il che implica un ribasso di circa il 20% rispetto all’ultima chiusura di 283,35 euro alla Borsa di Parigi.  Tuttavia, il consensus sulle raccomandazioni è salito da quando De Meo è stato nominato alla guida dell’azienda.

Tra gli analisti che hanno migliorato il rating figurano quelli di Hsbc, che hanno alzato il giudizio da “hold” a “buy” recentemente. “Crediamo che la nuova gestione otterrà un lasciapassare poiché i prossimi trimestri saranno considerati l’eredità della precedente gestione”, hanno scritto in un rapporto riferendosi al fatto che la performance poco brillante della prossima trimestrale di Kering non avrà molta importanza. “Sarà un’altra opportunità per il mercato di cogliere quali profondi cambiamenti sono già stati implementati in un periodo di tempo piuttosto breve”.

C’è però un problema di valutazioni. Con l’ultimo rally le azioni Kering sono diventate più costose, dopo essere risultate le più economiche del settore per oltre cinque anni. Questo “potrebbe lasciare gli investitori titubanti in futuro”, ha detto Flavio Cereda, direttore degli investimenti di Gam UK. A suo avviso, “affinché i fondi long-only tornino a interessarsi al titolo, è necessaria una vera e propria inversione di tendenza, e non c’è motivo per cui ciò debba ancora accadere”. L’esperto ritiene che per vedere l’impatto del cambiamento in atto occorrerà aspettare la prossima primavera. “A quel punto sapremo se la percezione su Gucci sta cambiando e se il marchio sta tornando a essere rilevante”.

A giudizio di Piral Dadhania, analista di Rbc, i multipli più elevati di Kering non sono un ostacolo a ulteriori guadagni delle azioni, in quanto riflettono il crollo delle stime degli utili nell’ultimo anno. “Qualsiasi revisione al rialzo delle stime riporterebbe rapidamente i multipli verso il basso”. Tuttavia, Dadhania rimane cauto, mantenendo un rating “neutral” sul titolo. “Anche se siamo incoraggiati dal nuovo a.d. non ci aspettiamo una correzione positiva dall’oggi al domani”, ha scritto.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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