Azioni MFE: quali i livelli da monitorare dopo i dati del 2024?

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In una giornata debole per Piazza Affari non fanno eccezione le azioni Mfe (Media for Europe), che nel giorno in cui sono stati pubblicati i conti del 2024, si avviano in territorio negativo dopo il giro di boa di metà seduta. Il gruppo televisivo guidato da Pier Silvio Berlusconi ha chiuso l’anno passato, ancora privo del contributo della partecipazione di ProbiebenSat1, con risultati in crescita e sopratutto in controtendenza rispetto al settore. Il 2024 è terminato con ricavi netti in aumento del 5% a 2,95 miliardi di euro e un risultato operativo adjusted in rialzo del 15% a 370 milioni di euro. Per quanto riguarda l’utile netto si è attestato a 251 milioni di euro, rispetto ai 217 milioni contabilizzati nel 2023, risultando oltre il 60% in più rispetto alle stime comunicate a inizio 2024.

In miglioramento è risultato l’indebitamento netto che è stato pari a 692 milioni di euro, rispetto ai 903 milioni di euro di inizio anno, mentre il flusso di cassa ha registrato un aumento del 23% a 343 milioni di euro. In Italia il gruppo ha una quota che si avvicina al 41% e che conferma l’evoluzione e la crescita dell’azienda. Buone notizie sono arrivate anche dalla raccolta pubblicitaria che nello scorso mese di gennaio ha visto una crescita dell’1%.

 

Azioni Mfe A: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come si stanno comportando le azioni Mfe di categoria A sulla Borsa italiana. Con volumi già pari alla media giornaliera mensile, è una seduta all’insegna delle vendite, con le quotazioni che scendono in area 3,25 euro. Il movimento odierno, che allontana le quotazioni dai top di periodo, al momento non indebolisce l’ultimo trend rialzista innescatosi lo scorso mese di novembre nei pressi dei 2,75 euro, ma potrebbe rappresentare una nuova occasione di acquisto.

Dal punto di vista operativo, fin quando i prezzi si manterranno sopra i 3,20-3,15 euro, dove transita l’indicatore daily del Supertrend, la view esposta rimane confermata. Questo dovrebbe favorire il ritorno degli acquisti con un primo obiettivo i top settimanali in area 3,34-3,45 euro e successivamente i massimi del 2024 situati sui 3,55 euro. L’eventuale superamento di questi ultimi livelli andrebbe a rafforzare la struttura grafica di fondo, con prossimi obiettivi i 3,70-3,75 euro e successivamente la soglia dei 4 euro.

Al contrario, la perdita dei 3,15 euro dovrebbe, almeno nel breve periodo, far proseguire le vendite con un primo obiettivo i 3,05 euro, dove troviamo la media mobile di lungo periodo, e in seguito i minimi del 2025 posti nei pressi dei 2,90 euro. L’eventuale violazione di questi supporti aprirebbe le porte per andare a mettere sotto pressione il bottom degli ultimi 8 mesi in area 2,75 euro. Fondamentale diventerebbe la tenuta di questi ultimi livelli, per evitare un deciso deterioramento del trend primario che aumenterebbe le possibilità di ulteriori discese verso i 2,60-2,58 euro.

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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