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Azioni Newlat Food: qual i target con acquisto di Princes Limited?

L'immagine mostra degli addetti al confezionamento di cibo in un impianto produttivo alimentare

A Piazza Affari l’inizio della settimana è all’insegna dell’euforia per le azioni Newlat Food. La società italiana si è resa protagonista di un importate acquisizione. L’azienda alimentare ha rilevato, per 700 milioni di sterline, l’intero capitale della rivale inglese Princes Limited. Dall’unione delle due società nascerà la più grande azienda alimentare italiana quotata all’Euronext di Milano, con un fatturato consolidato di 2,8 miliardi di euro. Ricordiamo che Princes Limited è uno storico gruppo britannico fondato nel 1880, fino a oggi controllato da Mitsubishi Corporation, e ha generato durante l’anno fiscale 2024, conclusosi lo scorso 31 marzo, un fatturato di 1,71 miliardi di sterline, con un utile netto che ha superato di poco i 13 miliardi di sterline.

Nello specifico Newlat pagherà in contanti 650 milioni di sterline, attraverso risorse proprie e un prestito bancario da 300 milioni di euro, mentre i restanti 50 milioni di sterline saranno finanziati dai proventi della vendita di azioni Newlat Food a Mitsubishi Corporation a 6,3 euro per azione. Grazie a questa acquisizione Newlat Food riuscirà ad avere una forte posizione in nuove categorie nel mercato britannico, consentendole di raddoppiare l’offerta di prodotti. Inoltre, grazie ai 31 stabilimenti, diventerà una delle principali aziende multimarca e multiprodotto presenti nel settore alimentare europeo. La nuova entità prenderà il nome di New Princes.

 

Azioni Newlat Food: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo a vedere come si stanno muovendo le azioni Newlat Foos in Borsa Italiana. Con volumi già superiori 10 volte la media giornaliera mensile è una seduta all’insegna dell’euforia per il titolo Newlat Food con i prezzi che, con un guadagno superiore al 7%, si sono portati oltre i 6,8 euro. Nel breve periodo le attese sono per una continuazione del movimento odierno in direzione dei 7 euro e in seguito verso i 7,5 euro.

Nel caso in cui queste aree resistenziali dovessero essere messe alle spalle, aumenterebbero prima le chance di una chiusura del gap-down lasciato aperto lo scorso 19 febbraio nei pressi dei 7,67 euro e successivamente di andare a mettere sotto pressione i massimi annuali posizionati in area 8,25 euro. In questo contesto eventuali correzioni verso i 6,5 euro, che rappresentano gli ex top dello scorso mese di marzo e dove troviamo la media mobile di lungo periodo, potrebbero rappresentare delle occasioni di acquisto.

Al contrario, la perdita di tali supporti dovrebbe riportare il titolo a chiudere il gap-up lasciato aperto in queste ore in area 6,34 euro ed in seguito ad andare a rivedere la soglia dei 6 euro. Dal punto di vista operativo la violazione di questi ultimi sostegni farebbe proseguire le vendite prima verso i 5,8 euro e a seguire in direzione dei minimi degli ultimi 11 mesi situati in area 5,55 euro.

 

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AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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