Azioni Nvidia: cosa fare a Wall Street dopo i dati trimestrali?

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Nella quarta seduta della settimana a Wall Street saranno le azioni Nvidia a essere monitorate dagli investitori, all’indomani dei dati trimestrali comunicati dal colosso statunitense dei chip nella serata di ieri. Il gruppo guidato da Jensen Huang ha terminato il secondo trimestre con un fatturato in rialzo del 122% a 30,04 miliardi di dollari, rispetto a attese poste a 28,7 miliardi di dollari, e un utile raddoppiato a 16,6 miliardi di dollari, decisamente superiore ai 15 miliardi di dollari previsti. Volano i ricavi dei data center, che hanno visto un apprezzamento del 154% attestandosi a 26,3 miliardi di dollari, battendo il consenso posto a 25,08 miliardi di dollari, mentre il comparto automotive ha registrato una crescita del 37%. Da sottolineare che il margine lordo rettificato è stato del 75,7%, mentre le spese per ricerca e sviluppo hanno avuto un incremento del 51% a 3,09 miliardi di dollari. Nonostante questi maggiori costi, Nvidia ha mantenuto un utile operativo rettificato di 19,94 miliardi di dollari e un flusso di cassa disponibile di 13,48 miliardi di dollari, dimostrando un’ottima solidità finanziaria.

A deludere gli investitori è stata la guidance sui ricavi del terzo trimestre che dovrebbero attestarsi a 32,5 miliardi di dollari, rispetto ad attese poste tra i 33 e i 34 miliardi di dollari. Su questi numeri potrebbero impattare i possibili ritardi per quanto riguarda la produzione dei nuovi chip Blackwell, il cui avvio su larga scala dovrebbe iniziare nel quarto trimestre e proseguire nell’anno fiscale 2026. Da segnalare infine che la società ha annunciato un programma di riacquisto di azioni da 50 miliardi di dollari, pari a circa l’1,6% del proprio capitale.

 

Azioni Nvidia: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere quali sono le attese sulle azioni Nvidia nel breve e medio periodo. Dopo aver chiuso la giornata di ieri in ribasso del 2% in area 125,61 dollari, le attese per la seduta odierna sono di un’apertura delle contrattazioni sotto i 122 dollari. Dal punto di vista operativo l’eventuale rottura ribassista dei 120 dollari, dove troviamo la media mobile a 50 giorni, dovrebbe far proseguire le vendite prima in direzione dei 112 dollari, nei cui pressi transita l’indicatore daily del Supertrend, e successivamente verso i 100 dollari. Nel caso in cui tali supporti dovessero essere violati, salirebbero le possibilità di andare a rivedere i minimi del 5 agosto situati sui 90,69 dollari. Fondamentale diventerebbe la tenuta di questi ultimi livelli, per evitare un pericoloso indebolimento del quadro grafico con possibili ulteriori discese fin verso la soglia degli 80 dollari.

Al contrario, una conferma delle quotazioni sopra i 112 dollari dovrebbe favorire il ritorno degli acquisti con un primo target i 125 dollari e in seguito i massimi della scorsa settimana in area 130 dollari. L’eventuale superamento di queste aree resistenziali dovrebbe aprire le porte per un ritorno dell’azione sui top di sempre posti sui 140 dollari. Nel caso in cui anche queste ultime aree dovessero essere lasciate alle spalle, si avrebbe un deciso rafforzamento della struttura grafica con possibili allunghi fin verso i 150 dollari.

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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