Azioni Nvidia crollano del 7% a Wall Street con preoccupazioni per gli utili

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L’ultima seduta in Borsa è stata un incubo per le azioni Nvidia. Il titolo è crollato del 7%, portando la perdita a oltre 20 punti percentuali da quando il mese scorso il gigante dei chip di fascia alta era diventato temporaneamente la società più capitalizzata del mondo. Da allora 750 miliardi di dollari sono andati in fumo sotto i colpi delle vendite a Wall Street. Gli investitori stanno monetizzando dopo una lunga corsa del titolo Nvidia che ha prodotto una performance quest’anno del 109,46%. Il fatto è che non si tratta di una semplice presa di profitto probabilmente, ma di una questione un po’ più delicata.

Il mercato si sta chiedendo se la fiducia riposta nell’intelligenza artificiale finora debba essere rinnovata. Le ultime trimestrali di Big Tech come Alphabet e Microsoft hanno fatto scricchiolare molte certezze. Le grandi aziende tecnologiche stanno investendo fior di miliardi sulla nuova tecnologia, ma i ritorni per ora in termini di ricavi e profitti si stanno rivelando esigui. Nvidia è il più grande produttore al mondo di semiconduttori legati all’intelligenza artificiale e serve colossi come Alphabet, Microsoft, Meta Platforms, Amazon e Apple. Giocoforza, un rallentamento su questo fronte da parte di tali aziende, inevitabilmente finirebbe per impattare anche sul loro fornitore.

Ad ogni chiamata agli utili Nvidia è attesa sistematicamente a un banco di prova importante, con il mercato che teme sempre dati deludenti rispetto alle aspettative elevate. Il colosso di Santa Clara tuttavia stupisce puntualmente e alla trimestrale successiva si alza l’asticella. Nvidia pubblicherà i dati il 28 agosto ed è inutile dire che questa volta le tensioni e apprensioni saranno maggiori rispetto al passato.

La società guidata da Jensen Huang è stata sotto pressione in questi ultimi tempi anche perché l’Amministrazione Biden negli Stati Uniti è pronta ad altre strette nel settore dei chip che riguardano le esportazioni alle aziende cinesi. Nvidia ha progettato prodotti ad hoc per evitare le restrizioni in corso, ma le tensioni geopolitiche non aiutano il business con un Paese che rappresenta circa un quinto delle entrate dell’azienda.

 

Azioni Nvidia: cosa pensano gli analisti sul crollo in Borsa

Gli analisti provano a spiegare cosa stia dando tormento agli investitori in questo periodo in merito alla questione Nvidia. Secondo Daniel Newman, amministratore delegato di The Futurum Group, entrano in gioco diversi elementi. “La rotazione settoriale, la continua incertezza economica, le elezioni, la geopolitica e le preoccupazioni per la Cina hanno contribuito al crollo delle azioni Nvidia”, ha riferito. “Abbiamo visto il flusso di denaro dalle Big Tech, soprattutto perché queste hanno avuto un’incredibile rincorsa, e questo ovviamente ha dato spazio a un po’ di sell-off”, ha aggiunto.

A giudizio di Emmanuel Cau, responsabile della strategia azionaria europea di Barclays, il mercato sta vivendo un periodo di angoscia in questa stagione delle trimestrali. Inoltre, “gli investitori sono cauti” per via dei giorni intensi per le Banche centrali. Stamane si è conclusa la riunione della Bank of Japan che ha alzato i tassi di interesse allo 0,25% e ha annunciato il piano di dimezzamento degli acquisti obbligazionari; questa sera terminerà il meeting di due giorni la Federal Reserve che vedrà come epilogo la conferenza stampa di Jerome Powell; chiuderà il ciclo settimanale delle grandi Banche centrali domani la Bank of England.

Anche José Torres, economista senior di Interactive Brokers, ritiene che i partecipanti al mercato abbiano scaricato azioni in vista degli annunci cruciali delle autorità monetarie. Inoltre, ha affermato che i quattro rapporti dei Magnifici Sette di questa settimana hanno avuto il loro peso. Microsoft ha rilasciato i conti ieri; questa sera toccherà a Meta Platforms; mentre domani sarà il turno di Apple e Amazon. L’esperto tuttavia sottolinea come “gli operatori rialzisti punteranno a un quadro radioso riguardo il futuro dell’intelligenza artificiale nelle chiamate agli utili dei Magnifici Sette”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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