Nvidia è stata la principale protagonista a Wall Street nel 2024. Le azioni hanno quasi triplicato il loro valore. Per diverso tempo, il gigante dei chip è risultato anche la società più capitalizzata del mondo. Nvidia ha sfruttato in pieno il boom dell’intelligenza artificiale, perché gli enormi investimenti fatti dalle Big tech sulla nuova tecnologia hanno innescato una domanda famelica di semiconduttori di fascia alta che solo il colosso di Santa Clara è in grado di progettare.
Negli ultimi mesi, però, il rally delle azioni Nvidia si è arenato. Negli ultimi 30 giorni il titolo ha registrato una perdita di oltre 5 punti percentuali a Wall Street, mentre l’indice S&P 500 aggiornava i suoi massimi storici. Cosa è andato storto? Gli esperti di mercato ipotizzano che si sia trattato di una presa di profitto di fine anno, dopo una cavalcata impressionante. Alcuni invece sostengono che gli investitori si sono raffreddati dopo che l’ultima trimestrale ha riportato una crescita in linea con le aspettative e non brillante come nelle chiamate agli utili precedenti.
Azioni Nvidia: cosa attendersi nel 2025?
In vista del 2025 ci si domanda se le azioni Nvidia torneranno a marciare allo stesso ritmo di qualche mese fa. Analisti e investitori focalizzano l’attenzione su ciò che ha spinto fin qui la società guidata da Jensen Huang, ossia l’intelligenza artificiale. “C’è una tensione tra lo slancio, che è molto potente nelle prime fasi dell’adozione della tecnologia, e la valutazione”, afferma Joe Davis, capo economista di Vanguard. “L’investitore intelligente dovrà chiedersi chi utilizzerà e chi svilupperà l’AI (Artificial Intelligence, n.d.r.)”. Recentemente il gestore patrimoniale statunitense ha avvertito che il mercato potrebbe essere andato oltre, data la fase ancora iniziale dell’intelligenza artificiale.
David Kostin, capo stratega di Goldman Sachs, ha delineato quattro fasi riguardo l’AI su cui gli investitori dovrebbero fare attenzione: la prima è Nvidia, che ha prodotto i processori per alimentarla; la seconda è la costruzione dell’infrastruttura; la terza sono i ricavi abilitati dall’AI; la quarta attiene ai guadagni di produttività derivanti dalla nuova tecnologia. A suo avviso, in questo momento stiamo per passare alla terza fase. “La nostra tesi è che nel 2025 vedremo una transizione a una fase in cui ci saranno i benefici di spesa per le infrastrutture AI, con i potenziali vincitori che includeranno le società di software e servizi IT in quanto in grado di generare entrate dai loro prodotti abilitati all’AI”. Tra queste aziende, Kostin individua Datadog, MongoDB e Snowflake, che aiutano le imprese a gestire dati e infrastrutture basati su cloud. “La fase quattro, se dovesse arrivare, avrebbe per protagonisti i settori che verrebbero trasformati dall’intelligenza artificiale, così come i personal computer e Internet hanno in precedenza rivoluzionato il modo in cui operiamo”, ha concluso.
Secondo Savita Subramanian, responsabile della strategia azionaria e quantitativa statunitense presso Bank of America, l’intelligenza artificiale farà “parte di questa storia di produttività ed efficienza, ma ci sono anche altri temi che dovrebbero portare benefici identici, tra cui la digitalizzazione e l’automazione, già in fase realizzativa”.









