Azioni Poste Italiane: cosa fare con rinvio della quota in mano al Mef?

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A Piazza Affari, in una giornata all’insgegna della cautela, cercano di mettersi in luce le azioni Poste Italiane, che beneficiano dei rumor sulla quota in mano allo Stato. Secondo alcune indiscrezioni di stampa, il governo italiano starebbe pensando di rinviare al prossimo anno la cessione di una quota fino al 14% del gruppo, inizialmente prevista per l’inizio del mese di dicembre. Da sottolineare che nel precedente mese di ottobre la società guidata da Matteo Del Fante aveva comunicato che l’approvazione del documento di offerta di azioni da parte della Consob era stata temporaneamente sospesa, in attesa che il governo dettasse i tempi e le condizioni della vendita.

A inizio anno, nell’ambito di una campagna volta a far diminuire l’indebitamento, il governo aveva approvato un decreto che consentiva al Tesoro di vendere parte del 29,3% del capitale di Poste ancora nelle proprie mani. Questo, unito al 35% detenuto da Cassa Depositi e Prestiti, porta il governo a un totale superiore al 64%.

L’obiettivo dello Stato è di mantenere più del 50%. Non dimentichiamo inoltre che lo Statuto di Poste Italiane prevede che nessun soggetto diverso dal Mef, o da enti o soggetti controllati da questo, possa detenere una quota superiore al 5% del capitale della società. Agli attuali prezzi di mercato Poste è valutata oltre 17 miliardi di euro, il che equivale a dire che l’eventuale vendita del Mef potrebbe ridurre il debito italiano di 2,4 miliardi di euro.

 

Azioni Poste Italiane: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come si è stanno comportando le azioni Mediobanca a Piazza Affari. Con volumi in diminuzione rispetto alla sedute precedenti, è al momento una giornata in leggero territorio positivo, con i prezzi che transitano in area 13,26 euro. Con un impostazione di fondo che rimane confermata al rialzo, le attese sono per una prosecuzione del movimento in atto in direzione dei massimi di sempre posti sulla soglia dei 13,50 euro.

Dal punto di vista operativo, l’eventuale superamento di queste aree resistenziali andrebbe a rafforzare la struttura grafica di fondo, con possibili ulteriori apprezzamenti verso i 14,50-14,60 euro e a seguire l’area dei 15 euro. In questo contesto tutte le prese di beneficio in direzione dei 12,80 euro, minimi dell’ultimo mese e mezzo e dove transita l’indicatore daily del Supertrend, potrebbero rappresentare delle buy opportunity.

Al contrario, la perdita di questi ultimi sostegni dovrebbe aprire la strada a una fase correttiva più marcata, con un primo target sui 12,50 euro e a seguire i 12,30-12,25 euro. L’eventuale violazione di tali supporti dovrebbe aumentare le possibilità che il titolo vada verso i 12 euro, dove troviamo sia la media mobile di lungo periodo che la trendline ascendente che parte dai minimi di ottobre dello scorso anno. Fondamentale sarà la tenuta di questi ultimi sostegni, per evitare un pericoloso indebolimento del quadro grafico che avrebbe come prossimo obiettivo ribassista i minimi degli ultimi 9 mesi toccati durante lo scorso mese di agosto in area 11,30 euro.

 

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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