È bastata un’indiscrezione per rimettere in discussione equilibri che il mercato dava per acquisiti. Le azioni Prysmian scendono a 93,14 euro, in calo dell’8,46%, dopo le notizie su una possibile revisione dei dazi statunitensi su acciaio e alluminio. Le ipotesi di un alleggerimento delle tariffe introdotte dall’amministrazione Trump hanno inciso sui prezzi delle materie prime e sui titoli esposti alla filiera dei metalli.
Il tema è quello dell’impatto dei dazi su prezzi e margini lungo la catena del valore. In questo contesto si inserisce la flessione del titolo, mentre sul piano industriale il gruppo ha annunciato la firma di un contratto pluriennale da 550 milioni di euro con il gruppo francese Enedis.
In questo articolo:
- Trump valuta riduzione dazi su prodotti in acciaio e alluminio
- Azioni Prysmian affondano con ipotesi taglio dei dazi sull’acciaio
- Prysmian, firmato un contratto con Enedis
Trump valuta riduzione dazi su prodotti in acciaio e alluminio
Secondo quanto riportato dal Financial Times, l’amministrazione di Donald Trump starebbe valutando una riduzione di alcuni dazi applicati su prodotti in acciaio e alluminio. La scorsa estate il presidente degli Stati Uniti aveva imposto tariffe fino al 50% sulle importazioni di acciaio e alluminio, estendendole a una serie di beni realizzati con questi metalli, tra cui lavatrici e forni. Ora, secondo tre fonti citate dal quotidiano finanziario, l’amministrazione starebbe rivedendo l’elenco dei prodotti interessati dalle imposte, con l’ipotesi di esentare alcuni articoli, interrompere l’ampliamento delle liste e avviare indagini di sicurezza nazionale più mirate su beni specifici.
Funzionari del Dipartimento del Commercio e dell’ufficio del rappresentante per il commercio degli Stati Uniti ritengono che i dazi stiano incidendo sui consumatori, contribuendo ad aumentare i prezzi di beni come tortiere e lattine per alimenti e bevande. Secondo il Financial Times, la decisione sarebbe legata anche alle valutazioni di diversi economisti, secondo cui l’onere delle tariffe ricadrebbe prevalentemente sui consumatori americani. Le indiscrezioni hanno avuto un impatto immediato sulle materie prime. Il contratto sull’alluminio alla Borsa future di Shanghai ha chiuso le contrattazioni diurne in calo dell’1,76% a 23.195 yuan per tonnellata, mentre il contratto a tre mesi sul London metal exchange è sceso fino all’1,18% a 3.063,50 dollari per tonnellata.
Azioni Prysmian affondano con ipotesi taglio dei dazi sull’acciaio
Nel comparto azionario, la notizia ha inciso sui titoli esposti alla filiera dei metalli e in particolare su Prysmian, il cui titolo questa mattina è stato sospeso per eccesso di ribasso. Anche i concorrenti di settore, tra cui la francese Nexans e la danese NKT cedono circa il 3%-4%.
Secondo gli analisti di WebSim Intermonte la riduzione dei dazi sull’alluminio, se confermata, potrebbe risultare potenzialmente negativa per il gruppo italiano, in quanto player verticalmente integrato negli Stati Uniti e quindi beneficiario nel 2026 delle misure tariffarie, sia in termini di quote di mercato sia di margini. Anche per Citigroup la notizia potrebbe avere un riscontro negativo per Prysmian. Secondo la banca, l’eventuale eliminazione dei dazi sui cavi in alluminio, a fronte del mantenimento delle tariffe sulle materie prime, finirebbe per favorire i concorrenti esteri, che possono contare su costi di approvvigionamento inferiori. Tuttavia, Citi sottolinea che l’ipotesi di introdurre dazi sui cavi in rame, che rappresentano la quota prevalente, in termini di valore, delle vendite statunitensi di Prysmian nel segmento industriale e costruzioni (I&C), appare al momento meno probabile.
Nonostante la flessione di seduta, le azioni Prysmian mantenfono un trend rialzista di lungo periodo con un rialzo di circa il 18% da inizio anno, sostenuto da risultati finanziari solidi e da un portafoglio ordini rilevante nel settore delle infrastrutture elettriche. Il consenso degli analisti resta mediamente positivo, con target price che si collocano su livelli prossimi alle quotazioni correnti.
Prysmian, firmato un contratto con Enedis
La notizia di un possibile alleggerimento dei dazi ha finito per oscurare, almeno sul mercato, la novità sul fronte industriale di Prysmian. L’azienda italiana guidata da Massimo Battain ha annunciato la firma di un contratto con Enedis, principale gestore della rete di distribuzione elettrica in Francia, per un valore fino a 550 milioni di euro nei prossimi sette anni, dal 2026 al 2032, inclusi tre anni opzionali, diventando unico fornitore dell’intera gamma di cavi di media tensione.
Partner storico di Enedis, il gruppo si impegna a fornire i cavi dai siti produttivi francesi di Gron (Yonne) e Montereau-Fault-Yonne (Seine-et-Marne). L’investimento comprende cavi specializzati facilmente integrabili nella rete, con l’obiettivo di massimizzare l’adozione delle rinnovabili in modo efficiente e contenere le emissioni complessive di carbonio. Nei cavi destinati al contratto, Prysmian utilizzerà oltre il 12% di alluminio riciclato e oltre il 30% di rame riciclato, oltre a polietilene riciclato per la guaina protettiva.









