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Azioni Renault: quali motivi dietro sell-off post trimestrale?

Azioni Renault: quali motivi dietro sell-off post trimestrale?

Il sell-off che sta colpendo nella seduta odierna il settore automotive non risparmia neppure le azioni Renault, che non beneficia dei dati trimestrali comunicati dall’azienda prima dell’apertura dei mercati azionari. Ad impattare sul sentiment odierno non sono solo i deludenti dati provenienti da Tesla ma soprattutto le preoccupazioni per la guerra dei prezzi scatenata da Elon Musk che potrebbe spingere anche Renault a tagliare i prezzi delle sue auto elettriche, causando di conseguenza un impatto negativo sui profitti dell’azienda francese.

Ritornando ai primi tre mesi dell’anno in corso Renault ha visto i ricavi attestarsi a 11,5 miliardi di euro, risultando in aumento del 30% rispetto lo stesso periodo del 2022 e battendo le attese degli analisti che erano poste a 11,08 miliardi di euro. Su questi ottimi numeri ha impattato il lancio di diversi modelli premium tra cui la versione elettrica della Megane, l’Arkana e l’Austral. Per quanto riguarda le vendite, dopo quattro anni di cali consecutivi, il periodo gennaio-marzo 2023 ha visto un aumento di oltre il 14% a 535.000 unità, con l’Europa che segna un progresso del 27,3%. Grazie a questi numeri la società guidata da Luca De Meo conferma le previsioni per l’anno in corso che vede un margine operativo al 6% ed un free cash flow superiore ai 2 miliardi di euro. Ricordiamo infine che l’azienda ha accelerato nel lancio di nuovi modelli , come il nuovo Suv Espace, che faranno da apripista agli ulteriori 24 modelli che verranno presentati il prossimo anno.

 

Azioni Renault: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere quali sono le attese sull’azione per le prossime giornate. Con volumi ampiamente superiori alle media giornaliera mensile, quella odierna è una seduta in deciso territorio negativo per il titolo Renault con i prezzi che scendono sotto i primi supporti situati sulla soglia dei 35 euro. Nel breve periodo il mancato recupero di questi sostegni andrebbe a riattivare quel trend discendente innescatosi nel mese di marzo dai 43,7 euro e che potrebbe in primis spingere i corsi verso i 32,50 euro e successivamente in direzione dei minimi dello scorso dicembre posizionati nei pressi dei 31 euro. Dal punto di vista operativo l’ulteriori violazione di quest’ultimi livelli, andrebbe ad indebolire ulteriormente l’azione con possibili nuovi target ribassisti situati sulla soglia dei 29 euro.

Al contrario sarà solo con il ritorno oltre i 35,75-35,80 euro, dove transita la trendline rialzista che parte dai minimi dell’ottobre del 2022, che le quotazioni potrebbe innescare un recupero in direzione dei 37 euro e a seguire verso i 38,50 euro. Nel caso in cui queste aree resistenziali, dove troviamo peraltro anche l’indicatore daily del Supertrend, dovessero essere lasciate alle spalle si creerebbero le condizioni per una prosecuzione del recupero in direzione dei 40 euro e successivamente verso i 41,10 euro, dove verrebbe anche chiuso il gap-down lasciato aperto il 10 marzo. Dal punto di vista grafico tale livello rappresenta l’ultimo ostacolo prima di un ritorno dell’azione sui massimi del 2023 in area 43,80 euro.

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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